Il Sindaco di Lastra a Signa, Angela Bagni, sta predisponendo un’ordinanza per vietare il transito dei tir, sulla viabilità ordinaria del suo Comune, messa a dura prova dal maltempo di quest’inverno, che ha provocato svariate frane, che a loro volta hanno comportato la chiusura di arterie importanti, quali la Strada Statale 67, e Via di Carcheri. La chiusura di Via di Carcheri, è dovuta al crollo del muro di contenimento di una delle due carreggiate della FI/PI/LI, a seguito del quale sulla stessa superstrada, è stata quindi adottata la carreggiata unica nel tratto interessato dai lavori di ripristino. L’obiettivo di quest’ordinanza, in realtà, è più ambizioso, in quanto il Sindaco Bagni, vorrebbe arrivare a vietare il transito dei mezzi pesanti sulla superstrada, che può essere raggiunto solo con un accordo tra Comune, Città Metropolitana e Prefettura. Secondo il Sindaco di Lastra a Signa, infatti, i mezzi pesanti dovrebbero transitare da Firenze verso il mare e viceversa, solo sull’A11 infrastruttura sicuramente più attrezzata al loro passaggio, essendo un’autostrada. E quest’obiettivo traspare dal comunicato stampa che il Sindaco lastrigiano, Angela Bagni, ha diramato il 9 febbraio scorso, alla vigilia di un giorno di chiusura della superstrada, in entrambe le direzioni, tra gli svincoli di Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa, per lavori di ripristino della pavimentazione stradale. Ecco il testo del comunicato: “Stiamo predisponendo un’ordinanza, che potrebbe entrare in vigore già dalle prossime settimane, per vietare il passaggio dei mezzi pesanti ovvero gli autocarri con massa a pieno carico superiore a 18 tonnellate dal nostro territorio, lasciando la possibilità di accesso solo per operazioni di carico e scarico presso aziende locali. Mi rendo conto che è un provvedimento importante ma Lastra a Signa non può più reggere questa situazione. Ogni volta infatti che c’è una chiusura della FiPiLi, o per lavori o per un incidente tutto il traffico si riversa nella nostra viabilità comunale. Il culmine è stato raggiunto lo scorso 23 gennaio quando, a causa della caduta di un albero sulla SS 67 e la chiusura per lavori della FiPiLi, avevamo tutta la città paralizzata dal traffico. In questo particolare momento dove sul nostro territorio abbiamo la chiusura di via di Carcheri e il senso unico alternato sulla SS 67 la situazione è peggiorata, ogni volta che c’è una problematica i mezzi pesanti utilizzano le strade comunali per superare il disagio arrivando a passare anche molto vicini alle abitazioni, visto che sulla viabilità comunale persistono anche tre strettoie naturali che sono regolate in modo permanente a senso unico alternato con semafori. Inoltre ricordiamo che sulla Sp 72, a causa di un restringimento al chilometro 7+500, c’è il divieto di passaggio per mezzi di lunghezza superiore ai 10 metri. Per tale problematica abbiamo già inviato un progetto agli uffici della Città Metropolitana per migliorare la segnaletica e rendere più chiaro questo divieto proprio ai mezzi pesanti. Sono in contatto anche con la Prefettura di Firenze, poiché qua siamo davanti ad un problema di ordine pubblico che non è più possibile ignorare. Io devo salvaguardare il mio territorio e i miei cittadini e per questo se, come ho già chiesto, non verranno predisposti divieti per obbligare i mezzi pesanti a utilizzare l’A11, come arteria di percorrenza e spostamento dalla costa verso l’interno sarò costretta ad emanare questa ordinanza. Non è più il momento di aspettare.” Senza dubbio, la situazione della superstrada Fi/PI/LI, è complessa ed incide profondamente sugli assetti viari di Lastra a Signa, quindi in linea di principio, siamo anche d’accordo con la tesi del Sindaco, Angela Bagni, giustamente preoccupata delle ripercussioni di traffico ed ambientali per i propri Cittadini. L’aspetto sul quale nutriamo forti perplessità è quello dell’obbligatorietà per i mezzi pesanti, di transitare da Firenze, verso il mare e viceversa, solo sull’A11, che è a pagamento, esponendo quindi le aziende del settore trasporti, a spese ulteriori, col rischio che queste incidano poi, sul costo finale delle merci in un momento di estrema difficoltà economica per tutti.

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