Anche ieri, 14 settembre, i contrari al green pass, si sono trovati di nuovo sotto gli uffici della Regione, in Via Cavour, per farsi ascoltare da Eugenio Giani, ma anche per chiederne le dimissioni.

Numerosi sono stati gli interventi, tesi a mettere in evidenza le incongruenze della situazione legata al green pass.

La Signora Claudia, docente aderente ad Ancora Italia, ha messo in evidenza l’incongruenza di Giani, Presidente della Regione Toscana che in spregio alla riforma penale fatta ai tempi del Granducato esattamente il 30 novembre del 1796, primo Stato d’Europa ad abolire la pena di morte e la tortura, data divenuta per questo, festa regionale si propone, oggi nel 2021 di mettere in atto misure restrittive della libertà nei confronti di chi sceglie di non vaccinarsi.

Una dottoressa della provincia di Arezzo, che ha già ricevuto un primo avviso di sospensione dal lavoro, ha chiesto metaforicamente a Giani invitandolo ad uscire dal palazzo per rispondere, se davvero è sicuro del fatto che i vaccinati non siano contagiosi come i non vaccinati e se questa sua sicurezza, non comprovata a livello scientifico, può essere sufficiente a recludere, di fatto, questi ultimi, a partire dal primo ottobre, come da lui annunciato.

Un’operatrice sanitaria, invece, la Signora Cristina, ha voluto esprimere la propria contrarietà, alla vaccinazione indiscriminata dei senza tetto, da lei osservata nella mattinata di ieri, presso la mensa dei poveri della Caritas, in Via Pietri, senza che venisse compilata alcuna anamnesi dei soggetti vaccinandi, quindi a suo dire, in modo deontologicamente scorretto.

Al termine della manifestazione, i presenti hanno poi bruciato simbolicamente la copia di un green pass.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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