La crisi nella quale sembrano precipitati gli Stati Uniti, dal punto di vista geopolitico sta forse riflettendosi nella musica americana? Non vi è dubbio, infatti, che ormai gli USA, non sono più visti come la potenza egemone a livello globale, perlomeno da dopo il ritiro delle loro truppe dall’Afghanistan, che ha aperto una prevedibile fase di instabilità politica nell’area centroasiatica. Se a questo aggiungiamo il caos istituzionale e la conseguente caduta di credibilità, provocati dalla vicenda di Capitol Hill nel gennaio scorso ed i crescenti episodi di rimozione di statue ed altri monumenti, ritenuti non conformi ad un pensiero unico, che ormai distorce la realtà, a favore di effetti sempre più psichedelici e mediatici sulla stessa, abbiamo la misura di come ormai il pianeta USA, sia in pieno degrado politico, ma soprattutto sociale e valoriale e la musica statunitense sta accodandosi a tale degenerazione. Come altro si può definire infatti, se non degrado, il fatto che una cantante, possa urinare sul volto di un fan, per quanto quest’ultimo sia consenziente, sul palco durante un concerto, senza che nessuno intervenga? E’ successo, l’11 novembre scorso, al festival Welcome to Rockville, di Daytona Beach, in Florida. Si esibiva sul palco, il gruppo Brass Against e la cantante Sophia Urista, ha invitato sul palco un fan presente al concerto, lo ha fatto sdraiare in terra e dopo essersi calata i pantaloni e continuando a cantare, gli ha appunto urinato addosso, senza che questo protestasse. Aldilà della evidente consensualità del coprotagonista, che a questo punto, vista la tempistica in diretta riteniamo non sia stato scelto a caso ma fosse stato informato prima, di cosa sarebbe successo sul palco, resta la gravità di un fatto del genere rafforzato dal mancato intervento di una qualsiasi autorità, a sospendere l’esibizione del gruppo, che invece è andata avanti come se nulla fosse, anche se la regia della diretta trasmessa in live streaming su Twitch, ha provveduto, appena accortasi del fatto, a chiudere il collegamento. Ormai il danno era però fatto, visto che il video continua a girare su internet ed ha già superato i 3 milioni di visualizzazioni. E ancora più grave è il post sul profilo Instagram, del gruppo musicale, il giorno dopo l’episodio. Ecco il testo del post: “Ci siamo divertiti molto ieri sera a Welcome to Rockville. Sophia si è fatta trasportare. Non ce lo aspettavamo e non è qualcosa che vedrete nuovamente ai nostri spettacoli.” Insomma i Brass Against, ci informano che si sono divertiti come se l’accaduto fosse una cosa del tutto normale. Come si fa dunque a non parlare di degrado morale? E a questa notizia già grave, se ne aggiunge purtroppo un’altra, che coinvolge, ancora una volta in negativo purtroppo, il mondo della musica a stelle e strisce, che non merita di finire in questo degrado mortale. Non abbiamo scritto a caso mortale, perchè la notizia è l’omicidio, ieri a Memphis, in Tennessee del rapper 36enne Young Dolph, che è stato freddato a colpi di arma da fuoco mentre si trovava in una panetteria per gustare i suoi biscotti preferiti, postando peraltro sui propri social, grave errore che gli è stato fatale, questa sua abitudine ed il nome della panetteria, cosa che ha permesso ai killer di andare a colpo sicuro.

Il rapper Young Dolph, ucciso ieri a Memphis

Certo Young Dolph, era un rapper fieramente indipendente rispetto al business della musica, tanto da ottenere il controllo totale sulle sue canzoni che riscuotevano un grande successo, malgrado, o forse proprio per questa sua indipendenza dal circuito che conta, come dimostrano gli oltre 5 milioni di persone che lo seguivano su Instagram e questo dava evidentemente fastidio a qualcuno. Young Dolph, infatti, nel 2017, era scampato a ben due sparatorie contro di lui, la prima dopo una rissa davanti ad un hotel, che potrebbe essere stata provocata ad arte per depistare e la seconda quando qualcuno sparò contro il suo suv, che però era blindato e quindi il rapper rimase illeso. Proprio da questi veri e propri attentati contro di lui, Young Dolph, trasse nuova ispirazione e successo, perchè compose il brano “100 shots”, vale a dire “100 colpi”, il cui video ha superato i 95 milioni di visualizzazioni.

Ci piace quindi salutare questo ragazzo, proprio offrendo ai nostri lettori la visione del video di “100 shots”, augurandoci che la musica americana riesca a liberarsi quanto prima di questi fenomeni estremi di narcisismo e violenza, che la stanno caratterizzando, a discapito della sua lunga e gloriosa storia, come auguriamo agli Stati Uniti, di rialzare la testa e tornare ad essere la “Patria delle Libertà”, secondo lo spirito dei padri costituenti di quel Paese, tra i quali, lo ricordiamo vi era anche un fiorentino, il banchiere Filippo Mazzei.

Luca Monti

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