Stamattina ha fatto la sua apparizione sui tabelloni portaorario delle fermate urbane degli autobus un volantino firmato “I lavoratori di Autolinee Toscane” che potrebbe essere paragonato ad un comunicato stampa e che comincia proprio con le parole del titolo dell’articolo: “È saltata la corsa? Vi spieghiamo il perché!” Nel volantino infatti, i lavoratori spiegano quali sono secondo loro, i motivi dei frequenti ritardi e salti di corsa dei bus urbani ed invitano gli utenti del trasporto pubblico locale, a partecipare al loro presidio di lunedì 10 ottobre alle 15 e 30, sotto Palazzo Vecchio, in occasione della seduta del Consiglio Comunale. Ma quali sarebbero, in sintesi, i motivi dei ritardi e dei salti di corsa, che alla fine, sono la cosa che interessa evitare ai fiorentini ed ai turisti che si servono degli autobus per i loro spostamenti? I lavoratori, nel lungo volantino riportato nella foto di copertina ed a corredo dell’articolo individuano quattro punti chiavi del problema.

Il primo sarebbe dovuto al fatto che siccome la Regione Toscana, paga al gestore unico del trasporto pubblico locale, un tot per ogni chilometro percorso, l’azienda per ottenere maggiori profitti, darebbe agli autisti, dei tempi di percorrenza da un capolinea all’altro estremamente brevi, che non sarebbero gestibili e dunque porterebbero ai salti delle corse, che sempre a dire dei lavoratori nel volantino, non verrebbero rendicontati, nei rapporti di Autolinee Toscane, alla Regione. Il secondo nodo del problema, sarebbe da addebitare alla carenza di autisti, dovuta ai salari bassi ed alle condizioni di lavoro in continuo peggioramento, con un sotto organico permanente che renderebbe difficile coprire tutte le corse con regolarità. Il terzo problema sarebbe la privatizzazione di Autolinee Toscane, che avrebbe portato come conseguenza tutto il resto ed i disservizi che vengono pagati dagli utenti, in termini di ritardi e salti di corsa continui. Il quarto problema sempre secondo i lavoratori sarebbe, invece l’indifferenza su queste tematiche, da parte della politica locale, che è il motivo per cui è stato organizzato il presidio sotto Palazzo Vecchio, in occasione del Consiglio Comunale, di lunedì prossimo. Noi ne aggiungiamo altri due, perchè se i lavoratori di Autolinee Toscane, danno una visione tecnica dei disservizi che riguardano la loro azienda, noi da osservatori esterni ne diamo una spiegazione più politica. Perchè, come in tutti i problemi che riguardano qualsiasi settore della vita pubblica, essi sono nati da scelte politiche ben precise, a livello comunale ed a livello regionale. Le scelte politiche del Comune di Firenze, per quanto riguarda il traffico ed il trasporto pubblico locale, si sono concretizzate infatti, nella decisione di puntare tutto, sulla cosiddetta “cura del ferro”, vale a dire tramvia ovunque, che è poi, a parole invertite, lo slogan che compare sui banner promozionali di questa infrastruttura. Con una decisione politica del genere è chiaro, che non può che esservi indifferenza, da parte del Comune di Firenze verso le sorti del servizio pubblico svolto dagli autobus urbani, perchè essi sono stati politicamente dichiarati non utili, dunque residuali o, calcisticamente parlando, di “Serie B” rispetto alla tramvia e quindi non ci possiamo meravigliare dei malfunzionamenti cui essi vanno incontro, anzi possiamo anche aspettarci ulteriori tagli di linee e riduzioni del servizio. Questo sul piano politico comunale, perchè l’altra scelta politica determinante sulla questione, è stata quella della Regione Toscana di appaltare ad un unico gestore, Autolinee Toscane, appunto, tutto il servizio di trasporto pubblico locale su strada, che come abbiamo scritto altre volte, rappresenta una soluzione totalmente sbagliata ed irrazionale, perchè non si possono affrontare nello stesso modo situazioni completamente diverse, da territorio a territorio, su un’area geografica molto vasta che comprende ben dieci provincie. Ecco perchè, ci sembra, in ultima analisi, che il volantino dei lavoratori di Autolinee Toscane, sia interessante come metodo di comunicazione e se siamo a scriverci un articolo, vuol dire che ci ha colpiti in tal senso, ma ingenuo e d’altri tempi nei contenuti, perchè sembra di leggere gli ormai vetusti comunicati sindacali dell’Ataf. Inoltre i lavoratori sembrano, a nostro avviso, non aver ancora capito che facendo tutti parte della medesima azienda a livello regionale, l’obiettivo politico da raggiungere non è il farsi ascoltare dal Comune di Firenze, ma dalla Regione Toscana e non solo come autisti ex Ataf appunto, ma tutti insieme con rappresentanze di ogni parte della nostra regione, dove si lamentano ovunque esattamente e quotidianamente, gli stessi disservizi che ci sono nel capoluogo, segno evidente che la scelta politica da contrastare prioritariamente, è quella regionale, anche se siamo certi che non saranno possibili ripensamenti in tal senso e che le cose nel trasporto pubblico locale toscano e fiorentino andranno sempre peggio proprio a causa di scelte politiche profondamente sbagliate, che sono la vera spiegazione di ritardi e salti di corsa degli autobus. Il resto, vale a dire i quattro punti del volantino dei lavoratori di Autolinee Toscane sono solo le conseguenze tecniche, ma non le cause del problema.

Luca Monti

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