A giudicare dalle foto e dai video che circolano sui social, inerenti le proteste del primo giorno di sciopero contro il green pass, sembrano essersi rivelate un autentico buco nell’acqua, le disposizioni varate dal Viminale, per limitare le manifestazioni dopo i ben noti fatti di Roma, di sabato scorso. Un po’ in tutte le città Italiane infatti, si sono svolti, o si stanno svolgendo presidi o cortei, contro quello che ormai viene percepito dall’opinione pubblica, non come una cosa utile per la sicurezza sanitaria, ma come strumento di coercizione politica e di divisione sociale. Da segnalare che la partecipazione alle proteste a Firenze è stata superiore al consueto, facendo registrare una Piazza Santa Maria Novella gremita, già nella mattinata.

La messa in atto di un decreto, a detta di molti, del tutto incostituzionale, ha avuto come prevedibile conseguenza, la radicalizzazione nelle proprie idee, da parte di larghe fasce della società italiana. Ci siamo, infatti resi conto, girando per la città e parlando con le persone, che molti, anche tra i vaccinati ritengono inaccettabile, uno strumento discriminatorio come il green pass. Evidentemente quei politici, che ritenevano il modello di controllo sociale alla cinese, di facile applicazione anche in Italia, stanno scontrandosi con una realtà differente da quella da loro auspicata e crediamo che questo sià solo l’inizio di una lunga lotta per risvegliare le coscienze contro il transumanesimo, predicato già in tempi non sospetti, da sedicenti “elevati” che così in alto, hanno dimostrato di non essere però, in grado di arrivare.

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