Stamattina, presso l’Università del Salento, è stato presentato online, il volume di archeologia, scritto da Enrico Ascalone, intitolato “Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta”.

Si tratta di una sorta di diario, della campagna di scavi archeologici che l’Università del Salento, ha curato con Ascalone, in collaborazione con le locali autorità iraniane, nella zona di Shahr-i Sokhta, antica città fondata nel quarto millennio a.C, e ricoperta dalle sabbie del deserto di sale, circa duemila anni dopo. Proprio per essere stata ricoperta, anche se non da un vulcano ma dal deserto salato, è stata soprannominata la “Pompei d’Oriente”. Si tratta come dice Ascalone, di “Una città antica, in gran parte ancora da decifrare, essendo stato scavato appena il 5%, della superficie di trecento ettari, sulla quale essa si sviluppava. I risultati degli scavi però, ci dicono che Shahr-i Sokhta, doveva essere una città priva di mura difensive, nella quale probabilmente convivevano in pace, diversi gruppi tribali, dediti al commercio, forse di pietre preziose quali lapislazzuli e turchesi. Gli edifici della città erano arricchiti da decorazioni parietali a motivi geometrici. Ma la cosa più interessante sono le molte tavolette di argilla di dieci centimetri per tre, rudimentali, ma con annotazioni numeriche, con linee e punti. Le abbiamo trovate diffusamente a testimonianza di una certa organizzazione sociale ed amministrativa, oltre ad una consuetudine di tipo commerciale, appunto ad annotare entrate ed uscite. abbiamo rinvenuto, poi, anche una sorta di righello d’argilla, con linee distanti 1,1 centimetri che potrebbe essere stata la loro unità di misura, essendo tutti i mattoni di misure multiple. Non conosciamo le cause del declino della civiltà sorta a Shahr-i Sokhta ma le analisi paleo botaniche, sembrerebbero indicare che potrebbero essere state le mutazioni climatiche, in particolare delle correnti monsoniche, a provocare ampie aree di siccità, con conseguente crisi commerciale ed economica, che nel giro di pochi decenni, avrebbe cancellato la città.”

Luca Monti

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