La Toscana, ha una grande tradizione venatoria, ma negli ultimi anni forse decenni, sia per il ricambio generazionale, sia per gli aumenti dei costi di gestione inerenti la caccia, il numero di doppiette in azione sul territorio regionale, è andato sempre più diminuendo. Sulla base di questa riduzione del numero di cacciatori, ci si aspetterebbe anche un ridimensionamento del fenomeno del bracconaggio, che invece va in controtendenza e non accenna a diminuire, anzi appare quanto mai florido. Il bracconaggio, si mantiene florido, infatti, perchè contrariamente a quanto pensa l’opinione pubblica, non è mai stato collegato direttamente al mondo venatorio, se non in modo marginale con alcuni cacciatori, che fino agli anni ’80, mettevano nel carniere più capi di quelli consentiti, o magari usavano cartucce cosiddette “corazzate”, al posto di quelle semplici. Insomma, per fare un esempio semplice da capire, abbiamo il fumatore che compra le sigarette dal tabaccaio, ed il soggetto che acquista il fumo illegale. Entrambi evidentemente fumano, ma in circuiti e contesti del tutto diversi. Allo stesso modo, sia il cacciatore che il bracconiere, ovviamente cacciano ma per motivi distinti e con metodi del tutto diversi. Il bracconaggio infatti, come tutti i fenomeni illeciti, si mantiene con la logica del profitto, ottenibile, in questo caso, con la vendita sottobanco a nero, a ristoranti e trattorie, della carne degli ungulati, specialmente i cinghiali, che proprio grazie alla riduzione del numero dei cacciatori prosperano in molte zone della Toscana. Inoltre il bracconiere, ormai non utilizza più la doppietta, che fa rumore, e deve essere registrata quindi è facilmente individuabile, sia a casa che nel corso della battuta, ma le micidiali “garrotas”, vale a dire delle trappole, realizzate con filo di ferro, sul quale vengono fatti dei nodi scorsoi, che imprigionano l’animale, uccidendolo lentamente e permettendone la cattura a posteriori. Ecco perchè, in Toscana, terra di boschi e di cinghiali, il bracconaggio prospera e la caccia langue, malgrado gli sforzi dei Carabinieri Forestali.

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