Oggi ci occupiamo di Mariko Oishi, che quindici anni fa ha scelto di trasferirsi a Firenze, dal Giappone, per studiare l’arte di realizzare maschere dal famoso maestro Agostino Dessì, col quale collabora ancora, per poi mettersi in proprio aprendo il suo negozio in Via Panicale 10r.

Mariko, ci ha detto, che a suo avviso, malgrado la crisi che attanaglia il nostro Paese da anni, l’artigianato non è morto, perchè non si tratta di prodotti convenzionali ma di oggetti che regalano magia.

Una magia che Mariko, cerca di regalare ai clienti, grandi e piccini con le sue maschere, che non sono solo quelle della tradizione veneziana, perchè essendo a Firenze, esiste una scuola fiorentina.

Inoltre a rinvigorire il mondo delle maschere contribuisce anche il fenomeno letterario del genere “Steam Punk”, che con i molti cosplayers presenti anche in Italia, rappresenta certo un interessante sbocco di vendite.

Mariko, ci mette comunque del suo, realizzando maschere che ricordano per fisionomia e scenografia quelle del teatro Kabuki, che fanno parte della tradizione del suo Paese d’origine, oppure simpatici strumenti musicali, ovviamente solo decorativi e non funzionanti, come nella foto di copertina.

Infine, non mancano nella produzione di Mariko, le maschere a soggetto animale mentre quelle monumentali da carro, come a Viareggio per intendersi non rientrano nella produzione tipica fiorentina, in quanto la nostra città, se anche le ha avute nel corso dei secoli, non ha lasciato tracce nella memoria storica di importanti manifestazioni carnascialesche, con sfilate, appunto di carri, preferendo sviluppare, Scoppio del Carro pasquale a parte, eventi, anche in maschera che però si svolgevano a piedi, come la Rificolona. Insomma fa piacere sapere che Firenze, è ancora considerata, anche nel lontano Giappone, paese di origine di Mariko Oishi, non solo una città, nella quale trasferirsi per vivere, ma anche nella quale dedicarsi a tramandare tradizioni artigianali, come quella della maschera.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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