Ieri, 4 aprile, si è svolta, di fronte alla caserma Baldissera, sul Lungarno della Zecca, una manifestazione, contro la realizzazione della nuova base militare a Coltano. Presenti al presidio varie realtà della sinistra alternativa al PD, che, come di consueto, in occasioni del genere, è stato oggetto di attacchi politici da parte dei manifestanti.

Silvia Fruzzetti, Segretaria Regionale dei Carc, nel suo intervento, ha infatti detto: «Il PD, è il principale artefice delle politiche di militarizzazione del territorio portate avanti dal Governo Draghi. Occorre, oggi più che mai dire no alle basi militari né a Coltano, né altrove anche perché, queste basi sono poste al servizio della Nato che portando avanti politiche espansionistiche del proprio potere, espone il nostro Paese a situazioni potenzialmente pericolose, in caso di escalation del conflitto in corso. Dobbiamo riappropriarci della nostra sovranità in politica estera, ricordando che i nostri partigiani sono morti per liberarci da un invasore che aveva la bandiera con le croci uncinate e non per favorire una nuova occupazione da parte di chi impugna una bandiera a stelle e strisce, o una bandiera anonima, di una delle tante multinazionali, che impongono l’agenda al Governo, al solo scopo di comprimere sempre più i diritti dei cittadini e dei lavoratori, anche con la scusa di una guerra, da esse stesse fomentata.»

Alla manifestazione di ieri, era presente anche l’Onorevole Yana Chiara Ehm, del Gruppo Parlamentare “Manifesta”, che nel suo intervento ha detto: «Noi non vogliamo la base militare di Coltano, né in un corpo unico, né frazionata, come vorrebbero proporci adesso, per renderla più accettabile. Non possiamo permettere che venga realizzata una base militare, in quel contesto ambientale tutelato come Parco Nazionale, in totale dispregio della cosiddetta svolta ambientalista tanto sbandierata dal Governo, oltretutto spendendo 190Milioni di Euro, che verrebbero ovviamente presi dal Pnnr, ovvero da quel fondo che dovrebbe essere utilizzato per le priorità dei cittadini, che non sono certo le basi militari, quanto, ad esempio l’istruzione. Come Gruppo Parlamentare, vigileremo, affinché questo progetto non passi in Parlamento, come non sta passando tra i cittadini, ormai consapevoli della sua inutile dispendiosita’ faraonica.»

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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