Sta facendo discutere da giorni, la notizia di uno studente diciottenne che è stato sottoposto a T.S.O. perchè all’interno della sua scuola, si è incatenato al banco, senza indossare la mascherina, per protestare contro le regole anticovid. Non vogliamo entrare nel merito delle norme per dire se le stesse siano giuste o sbagliate, ma ci sia concessa una riflessione, sul come sia cambiata la scuola negli ultimi anni. La scuola a nostro avviso, dovrebbe essere un luogo formativo, dove gli studenti apprendono quelle competenze che li rendono responsabili ed autonomi ma soprattutto sviluppano il pensiero critico. Attraverso la stimolazione di tale pensiero, le persone analizzano il ragionamento degli altri, le proprie esperienze e conoscenze, senza fermarsi alla superficie, al pensiero comune. Nel caso della scuola di Fano, purtroppo, è accaduto tutt’altro. Il giovane in questione, come asserito da alcuni professori ed esponenti politici, è un ragazzo tranquillo, timido, non aggressivo. Non osiamo pensare alle ripercussioni psicologiche di tale atto su di esso.

Nella scuola sono presenti sempre di più, studenti con problemi comportamentali anche gravi, ma non per questo è opportuno un T.S.O. per arginare tali atteggiamenti. Riteniamo che un colloquio con la famiglia ed eventualmente una nota e/o sospensione, sarebbero stati sufficienti. Possiamo affermare che quanto accaduto a Fano, risulta inconcepibile in una Repubblica democratica. Riportiamo alcune frasi del Presidente Pertini, pronunciate durante il messaggio di fine anno agli Italiani nel 1979, che ci faranno riflettere al proposito: “Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale, stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.” Ed ancora possiamo concludere col celebre aforisma: “Dico al mio avversario: io combatto la tua idea che è contraria alla mia ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita, perchè tu possa sempre esprimere la tua idea liberamente.”

Alessia Vece

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