E’ di oggi la notizia, che l’Indonesia, Paese, maggior esportatore al mondo di carbone, come dimostra il grafico che riportiamo sotto, ha deciso di sospendere temporaneamente la vendita all’estero di questa importante materia prima.

La motivazione ufficiale è quella del timore, da parte del Governo di Giacarta, di non essere in grado di soddisfare la domanda interna di carbone. Del resto, che il fabbisogno interno, sia una priorità per il Governo Indonesiano, lo dimostra il fatto che il consumo nazionale di carbone è tutelato dalla Domestic Market Obligation Policy, una legge che prevede che i minatori di carbone attivi nel paese debbano fornire il 25% della loro produzione all’azienda statale Perusahaan Listrik Negara, a un prezzo fisso massimo di 70 Dollari per tonnellata, pari a meno della metà del prezzo di riferimento del carbone di Newcastle in Australia, dove viene scambiato a oltre 150 Dollari per tonnellata. Per l’Europa e dunque per l’Italia, tuttavia, i problemi sembrerebbero minori, rispetto a quelli che si prospettano per la Cina e per l’India. Secondo Warren Patterson, capo della strategia sulle materie prime di ING, infatti che ha commentato la decisione di Giakarta, di bloccare temporaneamente le sue esportazioni di carbone: “La mossa potrebbe potenzialmente avere effetti a catena in Cina e India, che sono le destinazioni abituali del carbone indonesiano.” Forse non a caso, la Cina aspettandosi, in qualche modo questa decisione indonesiana, ha aumentato la propria produzione interna di carbone, nei mesi precedenti l’inverno, ma ciò porterà ad un ulteriore aumento del prezzo di questa materia prima rispetto a quanto già si sta verificando e a una possibile crisi energetica nel Paese del Dragone, che in questo periodo deve fare i conti con vaste aree del proprio territorio, nelle quali le temperature vanno costantemente e potentemente sotto zero ed hanno bisogno di grandi quantità di carbone per il loro riscaldamento.

Luca Monti

Leave a Reply

  • (not be published)