Ieri il Sindaco di Firenze, Dario Nardella e l’Assessore all’Ambiente, Cecilia Del Re, hanno illustrato le linee guida dell’Amministrazione Comunale per contrastare i cambiamenti climatici, tra le quali, l’inserimento nello Statuto, della lotta all’emergenza climatica e la nascita dell’Assemblea Cittadina Permanente sul Clima.

Con tutto il rispetto, ma queste ci sembrano pure enunciazioni di principio, lodevoli, ma inconcludenti perchè il Comune di Firenze, per quanto importante e conosciuto, a livello globale, non ha certo le caratteristiche legislative per determinare alcun tipo di strategia di lotta al cambiamento climatico. Appare inoltre, del tutto inutile e sinceramente anche un pò ridicolo, l’aver mappato e censito, le cosiddette isole di calore in città, sulle quali intervenire quando si tratta delle medesime aree, che hanno subito una deforestazione selvaggia, per il passaggio della tramvia. Non a caso il report presentato ieri dal Sindaco e dall’Assessore, fa esplicito riferimento alla zona di Piazza Dalmazia, nella quale sono stati appunto, tagliati interi filari di alberi, oltretutto dedicati alla memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale, che rappresentavano quindi un patrimonio arboreo storico che andava salvaguardato. Appare paradossale dunque, annunciare progetti “futuristici”, quali la forestazione urbana e la realizzazione di tetti e pareti verdi, in aree che erano già provviste di verde naturale ed appunto secolare e storico. Si ha l’impressione, ancora una volta, che la politica, locale, regionale e nazionale, sia davvero incapace di progettare il futuro e si affidi sempre più alle parole, vuote e paradossali, come in questo caso, anzichè ai fatti reali e concreti, che sono invece, quelle risposte delle quali i Cittadini avrebbero bisogno. Poi non ci dobbiamo meravigliare, o peggio scandalizzare se la gente non va più a votare e non crede più nella politica e nelle istituzioni, a qualunque livello.

Luca Monti

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