Un’altra tegola, sta per abbattersi su quel poco che resta del turismo fiorentino. E’ arrivata, infatti, la notizia che Toscana Aereoporti, la società di gestione dello scalo aereo fiorentino, ha deciso di chiudere l’Amerigo Vespucci, dal 2 febbraio, al 20 marzo, per consentire lavori di rifacimento della pista.

Indubbiamente la sicurezza dei voli aerei, è fondamentale, ma ci domandiamo se Toscana Aereoporti, abbia calcolato bene la tempistica. Non potevano, infatti, tali lavori, essere realizzati lo scorso anno, in piena chiusura dei voli, anzichè, in un momento come questo, nel quale si programma, a livello internazionale, il futuro dei viaggi dopo il covid?Febbraio, oltretutto, è proprio il periodo, nel quale vengono decise dalle grandi corporazioni del turismo, le destinazioni verso le quali inviare i turisti, e marzo è il periodo di inizio degli arrivi conseguenti a tale programmazione. Ecco quindi che chiudere lo scalo di Peretola, proprio in un periodo del genere, non appare, a nostro avviso, una scelta azzeccata. A meno che, dietro tale decisione di Toscana Aereoporti, non vi siano, come sostengono alcuni analisti, precise scelte politiche, di favorire l’altro scalo della società, vale a dire il Galilei, di Pisa, a scapito di quello fiorentino, che non darebbe precise garanzie di sviluppo, vista la diatriba, ormai “eterna” sulla realizzazione della nuova pista, che vede contrapposti, dal lontano 1990, troppi soggetti, paradossalmente appartenenti tutti alla medesima area politica, ragion per cui la società di gestione, potrebbe aver deciso di disinvestire su Firenze, per puntare su Pisa.

Luca Monti

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