La sanità toscana, sta diventando un problema politico per il Presidente della Regione, Eugenio Giani.

Dopo la sua improvvida dichiarazione pubblica sulle Misericordie, da lui definite “aziende”, adesso Giani, deve far fronte alle rimostranze dei sindacati della sanità toscana, allarmati dalla dichiarata prospettiva di un taglio agli organici, dovuto alle difficoltà di bilancio della Regione, in materia sanitaria. A complicare la situazione, la riduzione probabile di organico dovuta ai sanitari sprovvisti di green pass, anche se Giani, ha sempre smentito che essi siano in numero tale da determinare disservizi. La situazione della sanità toscana, a dire il vero, era già difficile da prima del covid, con la gestione della giunta di Enrico Rossi, finita al centro delle cronache per scandali, veri o presunti, le cui problematiche sono quindi passate in eredità a Giani che comunque, a nostro avviso, non appare capace di governarle applicando non solo nella sanità, una tattica attendista, nella speranza che sia il Governo nazionale a togliergli le castagne dal fuoco. La conferma a questa nostra ipotesi l’ha data lo stesso Giani, proprio rispondendo alle critiche dei sindacati, dichiarando che il punto della situazione si farà a marzo del prossimo anno, quando saranno chiare le cifre del bilancio della Regione. Il problema, però a nostro avviso sta nel fatto che Giani, sembra puntare tutto sui fondi europei del cosiddetto recovery fund, che tuttavia, appaiono ancora una sorta di miraggio nel deserto. Ecco quindi che, per restare in tema di deserto la tattica di nascondere la testa sotto la sabbia, come uno struzzo, per evitare di affrontare i problemi, oltretutto unita ad una evidente scarsa prudenza comunicativa, potrebbe alla fine dare origine ad un problema politico di non facile soluzione.

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