“Il Rospo e il Pavone”, è la prima raccolta poetica edita, della viareggina Patrizia Pieraccini, diplomata in pianoforte classico e già autrice di testi poetici sparsi, pubblicati in antologie e riviste e vincitrice del premio letterario “La Rocca” di San Miniato, con la silloge inedita, intitolata “Stupore”. Il legame tra linguaggio poetico e musicale caratterizza la raccolta di Patrizia Pieraccini, che svolge attività concertistica e di insegnamento pianistico e musicale, a partire già dalla bellissima cover, opera di Michaela Capteina.

Il titolo deriva da una delle poesie della stessa, nella quale l’autrice parla della differenza di percezione fra sé stessi e gli altri. Alcune persone si percepiscono, inftti, come “pavoni” e gli altri si vedono come “rospi”, e viceversa, come descrive molto bene il verso seguente:

“Che ridere/quando scopro l’errore dell’occhio/ che vede il pavone/nel rospo”.

La raccolta di Patrizia Pieraccini, è caratterizzata, come detto, da uno scambio continuo tra la poesia e la musica, alcune delle opere sono accompagnate, infatti, dagli spartiti, come “Cedimenti” o “Canzone per Iris”. Le poesie dell’autrice sono caratterizzate poi, in prevalenza dall’uso del verso libero e dall’assenza di punteggiatura. Alcune sono più inclini alla riflessione, altre alle emozioni, da quelle tragiche del lutto come “Cardoso” a quelle gioiose dell’amore e dell’erotismo, come la bellissima “Rosa Rossa” della quale riportiamo un verso:

“Ti sento dentro/pensiero penetrante/ lama nella carne/ rosso calore che stilla//dolce e morbido (rosso sangue che stilla// calore/la tua lingua tra i miei denti.”

Andrea Macciò

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