Ieri, 26 marzo, è stato un venerdì di proteste generalizzate, con molteplici manifestazioni, che hanno avuto anche ripercussioni sul traffico.

I tassisti infatti, si erano dati appuntamento per un corteo di auto che dall’Isolotto, si è portato in Piazza della Signoria, per riunirsi alla manifestazione dei ristoratori.

Tra i ristoratori, abbiamo intervistato Federica Ciappi, titolare del ristorante pizzeria “Il Pirata” di Certaldo Basso, che ci ha detto di essere venuta in Piazza Signoria, truccata da morte, per rappresentare simbolicamente il decesso della sua, come quella di tante altre aziende del settore, che dopo un anno, nel quale hanno ricevuto solo poche centinaia di Euro, come ristoro economico si ritrovano nella stessa situazione di un anno fa, senza avere prospettive reali, non solo di sviluppo ma anche solo di mera sopravvivenza.

In Piazza Signoria, erano presenti anche i sindacati dei riders, che dopo un breve presidio, si sono mossi con le loro biciclette, per bloccare l’adiacente Piazza San Firenze.

Spostandoci poi in Piazza Santa Croce, altra manifestazione, stavolta dei lavoratori circensi e dei luna park, svoltasi anche attraverso il lancio di palloncini e con cartelli e striscioni giocosi, a sottolineare il fatto che queste categorie, offrono gioia e divertimento ai loro clienti, grandi e piccini.

Abbiamo intervistato Monia De Luca, che ci ha detto: “La categoria dei lavoratori dello spettacolo viaggiante, vuole sapere solamente quando si potrà ripartire con le nostre attività, perchè proprio in quanto itineranti abbiamo bisogno in anticipo di sapere da quale località dobbiamo farlo. Spostandoci ogni due mesi circa, infatti, dobbiamo attivare di volta in volta i contratti di fornitura delle varie utenze, acqua, luce eccetera e ad oggi non siamo in grado di programmare nulla. Vorrei inoltre fare notare che a settembre ed ottobre del 2020, il Luna Park di Lucca, è stato attivo, ed ha visto la presenza di ben ventidue stewards, per evitare assembramenti all’interno dello spazio ed assicurare che tutti i presenti indossassero le mascherine. Quindi perchè adesso non potremmo fare la stessa cosa?”

Si è trattato, insomma, parafrasando un celebre film, di un venerdì di ordinaria manifestazione, che crediamo, viste le rinnovate restrizioni, non resterà isolato, in quanto immaginiamo seguiranno altri giorni del genere perchè la gente vuole naturalmente riappropriarsi delle proprie vite. L’umanità infatti deve ripartire e non può continuare a vivere una vita sociale sospesa sine die, per la paura di morire di covid, tanto alla fine si muore tutti lo stesso e tanto vale quindi farlo vivendo e non spengendosi lentamente come stiamo facendo da un anno e questo deve valere per tutti indipendemente dai vaccini, perchè il diritto alla vita, non può conoscere discriminazioni tantomeno in nome della salute e delle scelte medico sanitarie di ciascun individuo.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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