Ne aveva già dato notizia PaeseRoma.it qualche giorno fa, Angelo Perfetti, direttore de ilfaroonline.it, a luglio, ha subito la disabilitazione permanente dell’account Facebook.

Il direttore Perfetti, ha dichiarato a Fiorenza Oggi «A giugno è partito il primo blocco degli account, il mio e di due miei collaboratori che si occupavano di social. Uno dei tre fu bloccato in modo “irreversibile”. A seguito di uno scambio di mail con i responsabili di Facebook per l’Italia, a fine giugno furono riabilitati tutti, anche quello escluso “definitivamente”. Agli inizi di luglio – pur senza aver fatto praticamente nulla con tale account, vista la situazione, sono stati nuovamente bannati, sempre senza spiegazioni che non siano genericamente “attività contrarie alla policy del social”. Alla nuova mail fatta, mi è stato risposto che non sarebbe stato possibile fare nulla , né è stata addotta uno straccio di motivazione.»

Perfetti ci ha comunicato la sua distanza dalle possibili motivazioni rappresentate nella policy di Facebook «Ovviamente nei “motivi” ci sta razzismo, pornografia, incitamento all’odio… ecc. ecc. Bah»

A conferma di quanto dichiarato, cercando su Facebook, abbiamo individuato questo post di un noto presentatore della TV locale romana, Carlo Senes, anche lui giornalista, in cui tutti i personaggi taggati sono ancora cliccabili ad eccezione di Angelo Perfetti che è ha l’accesso disabilitato.

Ci troviamo nuovamente con delle domande su Facebook, riguardo l’inappellabilità delle sue “sentenze”, sul rapporto tra la stampa e i social media. In particolare ci chiediamo se in uno Stato democratico sia legittimo avere un soggetto privato che arbitrariamente chiude “in modo inappellabile” il profilo di un cittadino, in questo caso addirittura di un giornalista, senza neanche sentirsi nel dovere di dare spiegazioni precise e puntuali.


Paolo Miki D’Agostini

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