Firenze, dal punto di vista climatico, si sa non è mai stata accogliente, ma oggi questo dato è certificato da uno studio dell’ateneo fiorentino, curato dal professor Francesco Ferrini, docente di arboricoltura, che ha mappato circa trenta aree cittadine, nelle quali si ha una vera e propria “isola di calore”, al cui interno la temperatura non scende mai sotto i 27 gradi, neanche di notte.

Si tratta di quasi tutto il centro storico, e di quelle aree periferiche dove si è proceduto, per motivi urbanistici, a togliere spazi verdi.

Adesso secondo il professor Ferrini, sarebbe necessario intervenire con un piano di impianti arborei consistente stimato in circa ottomila nuovi alberi, per poter riuscire, in circa sette anni, ad invertire il fenomeno. L’Assessore Cecilia Del Re, si è detta favorevole ad attuare questo piano di rimboschimento urbano. Una domanda ci sorge spontanea, tuttavia: se l’Amministrazione Comunale, è d’accordo con la necessità di rinfoltire il patrimonio arboreo cittadino, quale antidoto al calore ed all’inquinamento, che vede Firenze prima in Italia, perché si continuano a tagliare molti alberi per portare avanti progetti urbanistici impattanti come le linee tramviarie? Insomma la coerenza pare essere un vocabolo sconosciuto a Palazzo Vecchio.

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