Ormai la storia dell’aereoporto fiorentino Amerigo Vespucci, a Peretola sembra essere una telenovela infinita. Sono trentanni, infatti, che la politica fiorentina e toscana, si scontra su tale argomento, ed anche la campagna elettorale del settembre 2020, per le elezioni regionali, ha visto ampi dibattiti sullo scalo di Peretola. Adesso, dopo qualche mese di silenzio politico, la questione è tornata calda, con l’elezione a segretario del Pd, di Enrico Letta, pisano, che, in quanto tale, non si è peritato di sparare a palle incatenate sul Vespucci, dicendo che anzichè pensare alla realizzazione della nuova pista aereoportuale, sarebbe meglio puntare su un collegamento metropolitano veloce tra Firenze e Pisa, per favorire ovviamente il Galilei. Apriti cielo, è proprio il caso di dire, parlando di un aereoporto.

Subito il caso è esploso in Consiglio Regionale, spaccando gli schieramenti. Forza Italia, infatti, con Marco Stella, ha presentato una mozione che oltre a richiedere al Presidente della Regione, Eugenio Giani ed al Sindaco di Firenze, Dario Nardella, un maggiore impegno sullo sviluppo del Vespucci, ha stigmatizzato le parole di Letta, attaccando quindi indirettamente i due maggiori esponenti fiorentini del Pd, apparsi troppo “aziendalisti”, quindi schierati sulla linea del loro segretario. Il resto del centrodestra, tuttavia non ha seguito l’attacco di Forza Italia, ai vertici regionali e cittadini preferendo, sia la Lega, sia Fratelli d’Italia, la strada della non partecipazione al voto sulla mozione di Stella, che invece è stata votata da Italia Viva, creando quindi uno strappo di non poco conto nella maggioranza. A votare no alla mozione sono stati, ovviamente il Pd chiamato in causa da Stella, ed il M5S. Sinceramente siamo attoniti, di fronte alla riproposizione, ancora, nel 2021, di schemi e tatticismi politici che non definiremmo vecchi, ma antichi, visto che parliamo di trentanni che in politica, come si dice spesso, sono un’era geologica di differenza. E’ il momento di abbozzarla, come si dice a Firenze, di parlare dello scalo di Peretola e del suo ampliamento. O lo si fa, o ci si cheta per sempre. Personalmente non abbiamo niente in contrario contro Pisa, ed il suo aereoporto, quindi ci va benissimo, anche se si decide per il suo ampliamento, anzichè per quello del Vespucci, ma che lo si faccia, però. Ci dà tuttavia, molto fastidio, l’incoerenza della politica, in questo caso del segretario del Pd, che dimentica due dettagli non da poco, vale a dire che il suo partito domina ininterrottamente la scena politica della Toscana praticamente da subito dopo la seconda guerra mondiale, e che è stato sempre il suo partito, sia pur con nomi diversi da quello attuale, ma con i medesimi protagonisti, Giani in testa, a smantellare la linea ferroviaria veloce che collegava Firenze, col Galileo Galilei di Pisa, che adesso Letta vorrebbe riproporre come metropolitana. Insomma la Toscana resta indietro sul fronte delle infrastrutture, perchè il partito unico, fa avanti e indietro sulle stesse, come i gamberi, ed a pagarne le conseguenze naturalmente, non sono i politici, ma i cittadini e le imprese, che si ritrovano infrastrutture che possiamo definire o ridicole, od obsolete, od eterne incompiute. Non vorremmo che ad ereditare la questione politica di Peretola, senza vederne la fine, siano i nostri nipoti.

Luca Monti

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