In un periodo come quello attuale, nel quale gli Italiani sono confusi da mille informazioni contrastanti e divergenti, riguardo il virus ed i vaccini appare difficile per noi semplici Cittadini, comprendere fino in fondo le sfaccettature dei personaggi politici, noti e meno noti, che affollano i salotti televisivi. Ecco quindi che spulciando giornali e riviste di altri Paesi, alla ricerca di un punto di vista diverso sulle cose di casa nostra, ci siamo imbattuti in un articolo, interamente dedicato a Diego Fusaro, filosofo ed ora attivista importante del fronte contrario al green pass. Ecco come Jaime Revès, descrive Diego Fusaro, in un suo articolo del 24 settembre scorso sulla rivista spagnola online “Centinela”, intitolato: “Diego Fusaro: una sinistra di destra?”.

“Come direbbe Obi – Wan Kenobi, si percepisce una certa agitazione nella Forza. Per adesso è solo il battito d’ali di una farfalla. Il tempo ci dirà se questo battito diventerà un uragano. Aldilà delle grida dei tribuni parlamentari e dei titoli dei giornali, qualcosa sta cambiando nel dibattito di fondo. C’è un certo disincanto, oggi, a sinistra provocato dalla fine del ciclo del 15 del mese, lo spossamento di Podemos e l’enorme scarto, tra l’agenda progressista ed i bisogni reali delle classi medie. La sinistra si perde nei dibattiti sull’eutanasia e promuove le leggi sui transessuali mentre il comune mortale vede il proprio salario diminuire, il proprio lavoro diventare sempre più precario, e la propria bolletta dell’energia aumentare senza alcuna spiegazione. Questo sentimento di malessere che si respira nel campo della sinistra, è la spiegazione del successo di Feria, in Spagna.

La figura di punta, di questo nuovo movimento di sinistra realista, Ana Iris Simòn, ha toccato i tasti giusti del pianoforte.

Nel suo libro, la scrittrice riflette, senza dare l’impressione di volerlo sui problemi che la sinistra va a cercarsi, inesplicabilmente, su questioni che per la maggior parte dei mortali, sono perfettamente naturali. Il disprezzo della sinistra per la famiglia, la sua allergia ai simboli nazionali, o la sua ossessione a spandere un falso femminismo che intende l’emancipazione delle donne, come la loro capacità di rientrare a casa da sole ed ubriache. Diego Fusaro, è uno dei nomi che comincia ad essere ascoltato negli ambienti culturali, come una bussola per uscire dal disorientamento della sinistra. Fusaro, nato a Torino nel 1983, si presenta su Twitter, come “un discepolo indipendente di Hegel e di Marx”, e pretende di posizionarsi “aldilà della destra e della sinistra, contro il turbocapitalismo.” Qualche anno fa Esteban Hernàndez, ha pubblicato su “El Confidencial” un’intervista di Fusaro. Il pensatore italiano, vi denunciava il fatto che “numerosi imbecilli, che si dicono “di sinistra”, lottano contro il fascismo, che non esiste più, per accettare il totalitarismo del mercato.” Ed ha aggiunto che la sinistra, ha tradito i lavoratori. “La sinistra non è più rossa, ma fucsia e non inalbera più la falce e martello, ma l’arcobaleno.” Fusaro, incoraggia il rafforzamento dei legami sociali e comunitari, suscettibili di contenere l’espansione del capitalismo mondializzato e cosmopolita, vale a dire: la famiglia, il sindacato, la scuola, l’università e lo Stato – Nazione. L’ex deputato di Unidas Podemos, Manolo Monereo, ha invitato tutti sui social, a conoscere le idee di Fusaro. E per questo gli haters, gli sono saltati alla gola. Il mese successivo, luglio 2019, Steven Forti, ha qualificato Fusaro, in un articolo su “Contexto Y Acciòn” come ” il cavallo di Troia dell’estrema destra”, criticando la sinistra “minoritaria”, affascinata dalle idee dell’italiano. Alberto Garzòn, ha affermato di aver letto Fusaro e di non aver trovato, una sola idea di sinistra nelle sue pagine. Hasel Paris Alvarez, ha pubblicato un articolo sulla rivista marxista “El Viejo Topo”, intitolato: “Inigo Errejòn, il Fusaro Spagnolo?”.

In questo articolo, l’autore si lancia nella “polemica intellettuale della stagione” e difende Fusaro, “il pensatore di sinistra, accusato di avere diverse idee di destra.” Questo articolo regola i conti, con questa sinistra egemonica che usa la propria agenda sociale, per demolire lo Stato, l’idea di identità nazionale e la famiglia, per portare all’atomizzazione ed alla precarizzazione della società, facilitando così il dominio delle elites plutocratiche internazionali. Il sismografo del settore editoriale deve aver sentito le vibrazioni del sottosuolo, quando la scorsa primavera Alianza, ha deciso di pubblicare “Historia y Conciencia del Precariado” (Storia e Coscienza del Precariato), libro che tratta dei servi e dei padroni della mondializzazione.

E’ importante, perchè sino ad oggi, Fusaro, era stato pubblicato in spagnolo soltanto sulle riviste “El Viejo Topo” (marxista) e “Fides” (post fascista). Infine nel giugno scorso, Victor Lenore, ha realizzato un’intervista completa di Fusaro, nelle pagine di “Vozpopuli”. L’italiano, sempre più provocatore e politicamente scorretto, ha sostenuto che l’avanzata della destra lepenista era dovuta al tradimento della sinistra. “Hanno tradito Gramsci, Marx e la classe operaia, per diventare i guardiani arcobaleno del grande capitale. Ciò che difende la sinistra dei costumi, è identico a quello che vuole la destra della moneta.” Ma non si è fermato lì. Il filosofo afferma: “Che vinca la destra blu turchese, o la sinistra fucsia, in ogni caso il vincitore è sempre il capitale, che ha giustamente un’ala destra ed un’ala sinistra.” Ed ha aggiunto qualcosa che riassume bene il suo pensiero comunitario e nazionalpopolare: “La geografia politica è cambiata, non ci sono più una destra e una sinistra, ma un alto ed un basso. “L’alto” dell’elite turbofinanziaria, esige l’apertura alle sue attività, la deregolazione economica ed antropologica, il mondialismo e la flessibilità, in tutti i dominii, dal lavoro al genere. Per contro, il “basso”, deve battersi per uno Stato nazionale sovrano democratico e per l’eticità, in senso hegeliano, la sittlichkeit, vale a dire le “radici etiche” della comunità, dall’educazione ai sindacati.” La potenza di questo discorso, inizia a toccare i nervi scoperti della classe politica e dell’intellighenzia di sinistra. Li disturba il fatto che non abbia mai fatto parte di un’organizzazione di sinistra, nè abbia mai condiviso con loro manifestazioni o sit in vari. Fusaro, è stato definito in vari modi: egocentrico, piacione, “rosso marrone”, o direttamente neofascista. Ma cosa c’è che non va, in questo marxista, le cui idee, turbano più la sinistra che la destra? La sintesi del pensiero di Fusaro, offre dei risultati sorprendenti, Fusaro, difende la nazione, la famiglia e le tradizioni popolari. ma la sua risposta non viene dalla destra, bensì da Marx e Gramsci, da Hegel e dai Filosofi Greci. Fusaro capisce che il solo modo di proteggere gli interessi reali del “precariato”, inteso come la classe degli sconfitti dalla mondializzazione, è la difesa dell’interesse nazionale, in quanto unione solidale ed industriosa dei lavoratori e dei piccoli imprenditori locali, contro il “parassitismo del capitale e dell’aristocrazia finanziaria apolide”. Chiunque rimette in questione l’idea di nazione attacca gli interessi dei lavoratori, che si tratti della sinistra fucsia, o delle Ong, benpensanti che operano con sovvenzioni internazionali. Se il “Signore mondialista” al vertice, è di sinistra nei valori, quali: globalismo e libertinaggio, radicalismo libertario, eliminazione delle frontiere, ma di destra nelle idee quali: competitività, deregolamentazione, privatizzazione e depoliticizzazione, il Servitore nazionalpopolare, che è in basso dovrebbe essere il contrario. Dovrebbe assumere i valori di destra quali: attaccamento alle proprie radici, patria, onore, lealtà, trascendenza e famiglia, eticità, ma con idee di sinistra quali: emancipazione, diritti sociali ed eguaglianza nelle libertà materiali e formali, dignità del lavoro e socialismo nella produzione e distribuzione. Quest’approccio, non è così differente da quello di certe formazioni identitarie di destra, o sovraniste come il Front National che porta avanti la “destra dei valori e la sinistra del lavoro.” Per l’italiano, occorre poi proteggere la famiglia, perchè: “Si tratta di una comunità, che si oppone al capitalismo assoluto, imponendo un altruismo particolare, impermeabile alla logica utilitaristica ed all’individualismo acquisitivo.” In caso vi fossero dubbi, Fusaro, precisa che per lui, la famiglia è la comunità immediata, basata sull’amore, la fiducia, la differenza naturale tra i sessi e l’educazione dei bambini. Nel suo libro “Il Nuovo Ordine Erotico. Elogio dell’Amore e della Famiglia”, Fusaro, denuncia la promiscuità e la mancanza di impegno relazionale profondo, come riflessi del consumismo capitalista, applicato alle relazioni affettive. Fusaro, cita Chesterton, che stima che il capitalismo sarebbe la vera forza che potrebbe tentare, rischiando di riuscirvi, di distruggere la famiglia. Fusaro, sostiene che: “Oggi sposarsi è un atto rivoluzionario” e si spinge fino ad affermare che: “finchè c’è una famiglia, c’è speranza.” In un articolo sulla figura di Don Giovanni, dichiara quanto segue: “Seguendo il mito del nuovo, Don Giovanni, come i suoi attuali successori postmoderni, ripete, sempre e soltanto la medesima esperienza di godimento acefalo ed autistico, che non si stabilizza mai in forme etiche e durature. L’hic et nunc del godere sempre di più, senza proibizioni e col costante disinteresse per l’altro, costituisce l’essenza del solipsismo erotico, proprio del neolibertinismo, coerente con l’accumulazione flessibile. Per Fusaro, i ventri materni in affitto, sono l’ultima espressione del capitalismo, che si spinge fino alla commercializzazione della vita e la trasformazione del corpo della madre in un bene di consumo in più. Allo stesso tempo, egli si oppone alla “thanatopolitica dell’eutanasia, come libera somministrazione della morte.” Nella sua logica di opposizione frontale al turbocapitalismo, Fusaro, ha chiamato in causa con un articolo, il consumismo che distruggerebbe le festività natalizie italiane. “Con ottusa euforia e superficiale entusiasmo celebriamo il Black Friday, apogeo dell’alienazione e ci irritiamo se vediamo ancora in giro il presepe.” L’apparizione di una voce come quella di Diego Fusaro, potrebbe essere il segno che il dibattito sul senso della politica dell’economia e della cultura, deve essere ripensato. Non sappiamo se le idee di Fusaro, si svilupperanno in Spagna. Può darsi che si esauriscano in battito d’ali di farfalla, o che al contrario prendano la forza di un uragano. Non sappiamo se nel futuro, ci sarà un’alleanza tra i patrioti di destra ed i patrioti di sinistra, per affrontare i problemi del XXI secolo. Però il semplice fatto di immaginare una via d’uscita dal confronto guerra civilista, risulta rinfrescante. Non abbiate paura: leggete Diego Fusaro.”

Questo lungo articolo di Jaime Revès, dimostra, ancora una volta, il livello estremo di provincialismo e superficialità, raggiunto dal dibattito politico in Italia. Mentre infatti, in Spagna ed in Francia, Paese nel quale l’articolo di Jaime Revès, ha girato e sta girando molto, sulle riviste online, Diego Fusaro è come abbiamo visto, trattato con grande rispetto, tanto che l’articolo si conclude con una sorta di esortazione alla lettura delle sue opere, qui in Italia, la sua figura è ridotta ai minimi termini di una sua adesione alle idee dei no vax. Del resto come possiamo aspettarci un dibattito politico, degno di questo nome, quando, ormai la politica da arte nobilissima, si è ridotta alla stregua di una televendita vaccinale? Insomma, il consiglio che diamo unendoci a Jaime Revès, è quello di spegnere la televisione ed iniziare a leggere, i libri di Fusaro, ma anche quelli di altri liberi pensatori, più o meno classici, per lasciar fluire nelle nostre menti, messaggi meno inquinanti di quelli trasmessi quotidianamente dal tubo catodico in hd e poter quindi immaginare come dice il giornalista spagnolo nel suo articolo “Una via d’uscita dal confronto guerra civilista”, imperante.

Luca Monti

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