Autovelox, la sentenza della Cassazione fa esultare migliaia di automobilisti: a rischio le multe per eccesso di velocità

La Cassazione ha emesso una sentenza a favore degli automobilisti multati dagli autovelox: ora sono pronti migliaia di ricorsi.

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Ricorso contro multe autovelox (Fiorenzaoggi.it)

La multa cancellata all’avvocato Andrea Nalesso a Treviso, sorpresa da un autovelox a guidare alla velocità di 97 chilometri orari, in un tratto dove il limite è 90, è destinata a fare giurisprudenza, e sarebbero già pronti migliaia di ricorsi. Attraverso una sentenza della Cassazione, infatti, si afferma che per essere valide, le multe devono provenire da dispositivi omologati e autorizzati dal Ministero dei Trasporti.

Di conseguenza, ci potrebbero ora essere molte contestazioni e richieste di cancellazione di multe emanate, con potenziali conseguenze finanziarie significative per le casse pubbliche. Gli automobilisti che intendono avvalersi della possibilità di cancellare una multa recapitata per eccesso di velocità possono presentare ricorso entro 30 giorni al Giudice di pace o entro 60 giorni al Prefetto.

Perché rischiano di saltare migliaia di multe per l’autovelox?

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Autovelox (Fiorenzaoggi.it)

L’avvocato Nalesso ha spiegato in un’intervista che ha fatto leva su un vuoto normativo, nel suo ricorso, per cui ora la sentenza potrebbe anche spingere il Ministero dei Trasporti a intervenire con chiarimenti o nuove normative. In sostanza, viene evidenziato nel ricorso che gran parte degli autovelox non solo della provincia di Treviso avrebbero un difetto da un punto di vista normativo: sarebbero solo autorizzati.

Avviene infatti che il ministero conceda l’autorizzazione ai comuni per poter predisporre questi strumenti, ma che poi questi non vengano mai realmente omologati e comunque entrano in funzione regolarmente sui territori comunali. Dimenticate dunque Fleximan, il misterioso castigatore di autovelox che agisse nella notte, da adesso basta a quanto pare un semplice ricorso per cancellare una multa.

Parliamo in termini pratici: per poter vincere un ricorso, basta un semplice accesso agli atti, con la richiesta dell’omologazione dell’autovelox, se questo documento non c’è, potete star sicuri che il vostro ricorso sarà sempre accolto dal giudice di pace. Ma chiaramente adesso la polemica si amplia e si sposta proprio sul fatto che gli autovelox al momento restano dove sono.

Questa è la decisione dei comuni, considerato “che i termini per la eventuale notificazione delle sanzioni possono scadere successivamente all’emanazione di ulteriori pronunce giurisprudenziali o auspicabili provvedimenti normativi o regolamentari”. Ma le associazione per i diritti del cittadino chiedono che gli autovelox vengano fermati e il motivo è semplice.

Si tratta infatti anche di una forma di autotutela anche da parte delle amministrazioni, di fronte al rischio che altri cittadini facciano e vincano nuovi ricorsi. Attenzione però: considerate sempre che il gioco valga la candela, perché un ricorso costa e qualora venisse respinto, la multa da pagare sarebbe anche maggiore.

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