Sembra essere ai minimi storici il gradimento dei Cittadini Europei, verso i loro politici, accusati, a torto o a ragione, da molte persone, di essere stati pronti ad approfittare della pandemia, per trasformare, con la paura dei contagi e con le restrizioni ad essa collegate, le democrazie liberali, in dittature sanitarie. in Italia, anche se questo tema è scomparso dai palinsesti televisivi, che lo hanno sostituito con la guerra fra Russia ed Ucraina, lo si è visto col green pass provvedimento discriminatorio, che non ha risolto la situazione dei contagi, creando al contempo un devastante disagio sociale ed una crisi economica spaventosa. Abbiamo voluto capire, cosa succede e cosa pensa la gente al riguardo, in un Paese, vicino all’Italia ed abbastanza affine culturalmente, vale a dire la Francia. Esplicativo del fatto che anche molti Cittadini transalpini, la pensano alla stessa maniera dei cosiddetti no vax nostrani, è l’articolo di Nicolas Bonnal, sul blog di geopolitica Euro – Synergies, intitolato; “La dittatura in marcia, i candidati filorussi, privati delle sponsorizzazioni?” I candidati in questione, sono quelli alternativi a Macron ed ai partiti tradizionali, alle prossime elezioni presidenziali di quest’anno.

Nel suo articolo Bonnal, affronta, con un sottile taglio filosofico, l’attuale situazione politica e sociale del suo Paese citando un passo dello scrittore ottocentesco, Édouard Drumont, che recita: “I Francesi sono ammirevolmente ammaestrati verso questa organizzazione fiscale. Sono come i dromedari, che s’inginocchiano perchè si possa caricarli più facilmente….” Il senso di questa citazione letteraria, è quello di criticare i francesi, che, a detta di Bonnal, non avrebbero imparato nulla dalla storia e si sarebbero fatti imporre, sulla scorta della paura dei contagi, mascherine, vaccini e green pass, per arrivare poi, a causa della guerra, a discriminare i candidati alternativi alle presidenziali dichiaratamente filorussi, togliendo loro le sponsorizzazioni, come sembra intenzionato a fare l’esecutivo transalpino cosa che rappresenterebbe un ulteriore vulnus alla vita democratica del Paese. Insomma, parafrasando l’opera teatrale di Vincenzo Monti, intitolata “Aristodemo”, che parla della guerra nel Peloponneso, paragone che in questi tempi bellici calza a pennello: “Se Roma piange, Parigi non ride.” Resta il fatto che sembra aumentare in tutta Europa, il malumore verso i politici da parte dei Cittadini, che alla lunga potrebbe rivelarsi foriero di novità, non necessariamente positive, in un senso o in un altro.

Luca Monti

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