Ci siamo occupati, qualche giorno fa, della cosiddetta “Tassa sul morto” applicata dal Comune di Bagno a Ripoli, che era stata bocciata, per ben due volte dal Tar, l’ultima con la sentenza di venerdì scorso. Ieri, colpo di scena, con un’altra sentenza, questa volta del Consiglio di Stato, che ha dato ragione al municipio ripolese, ribaltando la prima sentenza del Tar della Toscana. Cerchiamo quindi di ricapitolare cosa è successo. Il Comune di Bagno a Ripoli, aveva introdotto una tassa per la cremazione dei non residenti, che aveva visto l’associazione che gestisce l’unico impianto crematorio sul territorio ripolese, quello del cimitero di San Piero, a Ponte a Ema, presentare ricorso al Tar vincendolo, e su questa sentenza il Comune, aveva a suo volto fatto ricorso al Consiglio di Stato senza peraltro fermare la tassa in questione, tanto che, nel giugno scorso l’aveva riformulata, estendendola anche alle sepolture, sempre dei non residenti. Anche in questo caso l’associazione che gestisce il cimitero di Ponte a Ema, aveva presentato ricorso, vincendolo, appunto, venerdì scorso. Ieri, come detto, il Consiglio di Stato, ha ribaltato la situazione autorizzando la tassa sulle cremazioni, in attesa di discutere lo scontato ricorso del Comune, contro la seconda sentenza del Tar, sulle tumulazioni. Detta così, sembra una delle solite strane storie di burocrazia italiana, ma in realtà, appese al filo di queste decisioni giurisdizionali, ci sono delle discrete cifre, circa 250mila Euro, per la prima tassa, ed altrettanti per la seconda, che sembrano ora, con la sentenza di ieri del Consiglio di Stato, avvicinarsi alle casse del Comune di Bagno a Ripoli.

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