Al presidente Viola, Rocco Commisso, la questione dello stadio franchi, ha fatto saltare i Nervi. Già nel 1931, lo Stato italiano, si occupa della conservazione del patrimonio culturale, artistico ed architettonico con l’emanazione della prima Carta del Restauro. Nel 1972, Cesare Brandi riscrive il testo della Carta Italiana del Restauro, defininendo le direttive per l’esecuzione degli interventi di salvaguardia e restauro, per la prima volta, anche per singole opere d’arte e per edifici di interesse monumentale storico od ambientale. La Carta del 1972, fornisce quindi indicazioni sugli interventi da evitare, quali ad esempio rimozioni o demolizioni, che cancellino il passaggio dell’opera nel tempo, e su quelli, viceversa consentiti come le aggiunte per ragioni statiche. Quindi dopo quarantonove anni dalla stesura di quel documento e delle sue linee guida, arriviamo al balletto odierno: ristrutturare si, abbattere no, coprire si, ma abbattere le curve no, nuove gradinate davanti a quelle attuali no, quelle esistenti vanno conservate. Così non si possono toccare le scale elicoidali e la torre di Maratona, e Dario Franceschini, in pratica dice a Dario Nardella, di trovare un altro spazio per lo stadio. Dario Nardella, ora dovrebbe riguardare il prezzo dei terreni di Mercafir e guardare di risolvere questo problema, per evitare che la Fiorentina, vada a Campi Bisenzio, a costruire il proprio impianto, che, a quel punto potrebbe chiamarsi, scherzosamente, “Campi Nou”, ricordando il famoso stadio del Barcellona. Per questa situazione, il presidente Commisso, è molto amareggiato e deluso, e dopo aver ricevuto la comunicazione del Mibact, sullo stadio Franchi, appare sconfortato, e scrive in una nota: “Purtroppo, vedo che c’è più interesse a conservare una struttura fatiscente di cemento armato di novanta anni, che a permettere ai tifosi di assistere ad un evento sportivo con tutti i servizi moderni ed i comfort di uno stadio all’avanguardia che Firenze avrebbe meritato. Per la Fiorentina, il tema stadio Franchi è chiuso.”

E tanto per non farsi mancare nulla, a complicare la situazione dei Viola, sul fronte delle infrastrutture sportive, ci sarebbe anche un ricorso al Tar sul centro sportivo di Bagno a Ripoli, presentato l’11 gennaio scorso, ultimo giorno utile, da parte di un cittadino su questioni urbanistiche. Il Sindaco ripolese, Francesco Casini, ha detto, al riguardo: “Ci difenderemo da questo ricorso e comunque siamo in linea col rispetto delle tempistiche.” Difficile prendere una posizione su questo argomento, perchè la situazione, sembra cambiare di giorno in giorno, secondo gli umori dei vari protagonisti, ed il rischio, quindi, è quello di essere clamorosamente smentiti dagli eventi, dei quali conviene restare spetattori. Non vorremmo infatti, trovarci nei panni di Commisso, che è tra l’incudine delle aspettative dei tifosi ed il martello della burocrazia italiana.

Safaie

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