La celebre trasmissione Tv di Canale 5, “Striscia la Notizia”, sembra essere incappata in una “Paperissima”.

E’ di ieri, infatti, la notizia, che Mingo, al secolo Domenico De Pasquale, ex inviato del programma satirico di Antonio Ricci, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Bari, a quattordici mesi di reclusione, per truffa, avendo, secondo i magistrati baresi, realizzato quattro servizi per “Striscia la Notizia”, appunto, che si occupavano di vicende del tutto inventate, ma spacciate per vere, senza che gli autori del programma fossero informati di nulla. Stando all’ipotesi accusatoria Mingo, avrebbe quindi truffato Mediaset, con la complicità di sua moglie, anch’ella condannata, facendosi pagare tali servizi, relativi a fatti inventati ma spacciati per veri, e facendosi anche rimborsare costi non dovuti per figuranti e attori. I servizi per i quali gli imputati sono stati ritenuti responsabili delle quattro truffe, sono andati in onda tra il 2012 ed il 2013. Mingo, è stato condannato anche per aver diffamato, nel 2015, gli autori di Striscia la Notizia, accusandoli di essere gli “ideatori dei falsi servizi”. Alle costituite parti civili, Mediaset, Antonio Ricci, ed altri nove tra autori e produttori della trasmissione, gli imputati dovranno risarcire i danni. Certo, come acclarato dal Tribunale di Bari, i responsabili di “Striscia la Notizia”, non sono responsabili della truffa, anzi dovranno essere risarciti, ma la “Paperissima”, resta, perchè, comunque hanno mandato in onda, servizi non corrispondenti al vero, quindi l’immagine della trasmissione, risulta giornalisticamente “macchiata.” Evidentemente, qualcosa non ha funzionato nella catena interna di controllo, e l’inviato infedele ne ha approfittato.

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