ieri l’avvenimento che ha monopolizzato le conversazioni in tutto il mondo, è stato probabilmente, il blocco di Google e dei suoi servizi.

Non ci interessa, in questa sede, approfondire se sia stata opera di un hacker come probabile, anche se l’ipotesi è stata smentita, per ovvi motivi di immagine, dalla multinazionale statunitense, perchè vogliamo aprire una riflessione sull’economia e sulla società digitale, che sembrano diventate, in questi ultimi mesi il nuovo paradigma della civiltà umana. Siamo sicuri, infatti, che questo progresso tecnologico, sia davvero al servizio dell’umanità, o magari si sta verificando uno scenario che sembrava pura fantascienza, con le macchine che stanno schiavizzando l’essere umano? Se analizziamo, infatti, con attenzione, il blocco di ieri di Google, durato solo circa quarantacinque minuti, quindi apparentemente innocuo, in realtà esso ha causato danni collaterali rilevanti. Basti pensare, come abbiamo scritto ieri, alle lezioni online sulla piattaforma Google Meet, che sono saltate, o ai viaggiatori che si sono rivolti al navigatore Google Maps, senza avere risposta. Certo si dirà, sono cose che possono accadere. Vero, ma se un hacker può bucare Google, e persino i siti di agenzie federali Usa, figuriamoci se non può penetrare le difese informatiche della nostra banca, rubandoci i soldi dal conto o dalla carta di credito, oppure dirottare una spedizione Amazon, da noi pagata, ad un altro indirizzo, o altro ancora. Insomma, l’umanità, sta diventando, a nostro avviso, troppo dipendente dalla tecnologia digitale, e forse occorrerebbe ritagliare qualche spazio per assets economici e sociali, di tipo tradizionale. In particolare, siamo contrari alla digitalizzazione totale della moneta, che, ormai, molti economisti danno per scontata in tempi abbastanza brevi, che potrebbe escludere dalla vita sociale molte persone anche per motivi ideologici, visto che basterebbe pagare un hacker per svuotare le finanze di qualcuno, a noi sgradito e metterlo in condizione di non poter muoversi. Fantascienza? Forse, ma sicuramente non vorremmo trovarci, un domani, di fronte ad un bancomat, magari in un’altra città certi di avere fondi sul conto, e non poter prelevare neanche un euro perchè qualcuno ci ha bloccato, e la macchina ci ritira pure la carta. Con chi parliamo in quel caso? Insomma, occorre veramente aprire una riflessione seria sull’argomento, che non è così faceto come sembra.

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