Ieri la manifestazione di Reopen Firenze, in Piazza Santissima Annunziata, era incentrata sul tema dell’amore, per celebrare la ricorrenza di San Valentino.

Debora Visentin, ha fatto un’esegesi del concetto di amore, auspicando che questo sentimento venga progressivamente “istituzionalizzato” nella società, come antidoto alla paura di questo momento particolare, nel quale è messa a rischio la sopravvivenza sociale dell’umanità, compressa, sempre più nella solitudine individuale, che proprio in quanto tale, è negazione plastica dell’amore. Francesca Toppino, ha invece chiuso la manifestazione citando alcuni versi di Dante Alighieri, tratti dal canto XXXII del Paradiso:

“O santo padre, che per me comporte 
l’esser qua giù, lasciando il dolce loco 
nel qual tu siedi per etterna sorte,

qual è quell’angel che con tanto gioco 
guarda ne li occhi la nostra regina, 
innamorato sì che par di foco?”

  Così ricorsi ancora a la dottrina 
di colui ch’abbelliva di Maria, 
come del sole stella mattutina.   

Ed elli a me: “Baldezza e leggiadria 
quant’esser puote in angelo e in alma, 
tutta è in lui; e sì volem che sia, 

  perch’elli è quelli che portò la palma 
giuso a Maria, quando ‘l Figliuol di Dio 
carcar si volse de la nostra salma……

Questi versi del Divin Poeta, spiegano perfettamente il concetto di amore supremo, aldilà della fisica, e persino della metafisica, in quanto puramente spirituale, che era in voga presso i poeti stilnovisti, dei quali Dante, fu espressione e che non a caso si definivano Fedeli d’Amore.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

     

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