La pagina Facebook “Italia Ortodossa”, ha dichiarato oggi di essere stata bannata dal social di Mark Zuckerberg, per aver rilanciato un comunicato stampa dell’Associazione pro Vita, col quale, il suo presidente Antonio Brandi ha lanciato una sottoscrizione online per chiedere a Marcello Foa Presidente della Rai, di non veicolare più, soprattutto in fascia protetta messaggi e contenuti non adatti ai minori. Il caso è nato il pomeriggio dell’8 gennaio scorso, quando, durante la trasmissione “Oggi è un altro giorno”, è stata ospitata in collegamento, la scrittrice Emma Dante, che ha presentato il suo nuovo libro dal titolo “E vissero tutte felici e contente”. Questo è il testo del comunicato stampa diramato da Antonio Brandi, e rilanciato dalla pagina Facebook “Italia Ortodossa”, quindi bannato: “Diresti mai ai tuoi figli che Pinocchio era ermafrodita o che la Bella Addormentata nel Bosco si è svegliata con il bacio di una principessa lesbica? Non penseremmo mai a queste assurdità diseducative, eppure proprio questo tipo di propaganda gender è stata trasmessa dalla Rai in fascia protetta. Lo scorso 8 gennaio infatti, in fascia pomeridiana, quindi in fascia protetta, nella trasmissione “Oggi è un altro giorno” è stata ospitata in collegamento la scrittrice Emma Dante, che ha presentato il suo nuovo libro dal titolo “E vissero tutte felici e contente”, che rivisita le Fiabe classiche in chiave “femminista”. Durante il programma, anche davanti agli occhi dei più piccoli, la scrittrice ha raccontato la “variante” della Bella Addormentata nel Bosco, dove la protagonista viene risvegliata dal famoso bacio, dato però non dal principe azzurro ma da un’altra principessa lesbica. Per quanto riguarda Pinocchio Emma Dante, ha sostenuto che “Pinocchio è un essere ermafrodito, non è un uomo“. La Rai, dunque, in fascia pomeridiana, tra le più seguite dai bambini è riuscita a far veicolare messaggi scandalosi e di vera e propria propaganda della teoria gender. La nostra Associazione Pro-Vita ha per questo promosso una petizione, per chiedere a Marcello Foa, Presidente della Rai, di non veicolare più, soprattutto in fascia protetta, tali messaggi e tali contenuti.”

Inutile dire che siamo d’accordo sulla totale inopportunità di trasmettere su una rete pubblica tali messaggi peraltro pubblicitari verso un libro, che vanno a ledere la sensibilità morale di molte persone, e ad influenzare le coscienze dei bambini, che già è, a nostro avviso cosa grave, ma, ancora più grave, è quanto sta accadendo nel mondo dei social. Sta, infatti, imperando la censura, decisa, si badi bene, non da uno Stato, o da una istituzione pubblica, che sarebbe gravissimo di per sè, ma addirittura da un soggetto privato quale Facebook, il cui proprietario, tale Mark Zuckerberg, si arroga il diritto, attraverso non meglio precisati algoritmi matematici, che regolerebbero, a suo dire, la vita interna di quella comunità di utenti, di togliere la parola a chi non la pensa come lui, addirittura a Donald Trump che, volenti o nolenti, è ancora fino al 20 gennaio prossimo, il presidente degli Stati Uniti, o, appunto, come nel caso in questione, ad una pagina di cultura religiosa Cristiana Ortodossa, “rea” di aver rilanciato una legittima sottoscrizione di dissenso, verso le scelte aziendali di una televisione pubblica. Insomma questi recenti episodi di censura “facebookiana”, ci confermano nella nostra scelta di aver abbandonato ille tempore, quindi in tempi non sospetti, tale social, che, a nostro avviso, sta distorcendo la realtà a favore di un pensiero unico, del quale non conosciamo il cui prodest, e che mette in discussione comunque, i principi basilari della democrazia che si basa, anche, sulla libertà d’espressione e di pensiero. Insomma, invitiamo i lettori a considerare, nella loro piena libertà, l’ipotesi di ripensare al ruolo sempre più preponderante dei social nelle nostre vite, e se non sia il caso, di staccargli la spina, chiudendo i profili, o più semplicemente, come abbiamo fatto noi, smettendo di pubblicare, lasciandoli così al loro destino. Siamo quindi fieri di aver abbandonato Facebook. Bye Bye Mister Zuckerberg.

Luca Monti

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