la Corte di Cassazione, ha dichiarati prescritti gli omicidi colposi per la cosiddetta strage di Viareggio, a seguito dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro, ed ha rinviato gli atti alla Corte d’Appello di Firenze, per la riapertura del processo, con un appello bis, dovendosi rivalutare la responsabilità per il solo reato di disastro ferroviario colposo. La sentenza che vale anche per l’ex Amministratore Delegato, di Fs e Rfi, Mauro Moretti, che figurava tra i condannati, ha scatenato scene di disperazione fra i parenti delle vittime di quella strage di Viareggio, riuniti in attesa del verdetto, davanti al palazzo della Corte di Cassazione a Roma. Molti di loro sono scoppiati in lacrime quando hanno ricevuto la notizia del verdetto che dichiara prescritti gli omicidi colposi per il disastro ferroviario nel quale persero la vita trentadue persone il 29 giugno del 2009, a seguito, appunto, dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro.

Sul verdetto, del tutto inatteso, ha espresso il proprio parere con un comunicato stampa, anche il Sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro: “Non ci fu allegria alla lettura dei nomi di quelli che erano considerati colpevoli. Ci fu grande dignità, ed una giustizia che, dopo le innumerevoli stragi irrisolte, indicava precise responsabilità. E fu un gran lavoro del Pm dei giudici, degli avvocati: ma fu soprattutto la voce ferma dei familiari delle vittime che mai una volta, nel corso degli anni, aveva ceduto. E per questo a nome di tutta la città, nuovamente, li ringrazio. Sono passati dieci anni, e tre gradi di giudizio: e adesso si ricomincia. La città di Viareggio, e il suo Sindaco, vogliono esprimere in questo giorno buio, ogni solidarietà, a quanti furono colpiti da tanta sventura, nella convinzione comunque che la via della giustizia non termini qui, con una decisione che sembra negare verità accertate da anni di indagini. Oggi poche sembrano le certezze ma resta un fatto: quella notte a Viareggio, si è scatenato l’inferno e per quell’inferno sono morte trentadue persone. Per taluni aspetti, il processo verrà restituito alla Corte d’Appello. E noi ci saremo, con le altre parti lese e con quanti riescono ancora, nonostante tutto, a credere in certi valori. Le sentenze si rispettano ma i fatti sono ostinati. Lo è anche Viareggio, lo siamo anche noi.”

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