A marzo 2022, dovrebbero iniziare i lavori per la variante della tramvia dalla Fortezza, a Piazza San Marco, la durata dei quali è stimata in 600 giorni, ovvero quasi due anni.

Come al solito Firenze, si divide tra favorevoli e contrari. Noi siamo tra i contrari, come lo siamo sempre stati rispetto al progetto tramviario in generale. Non siamo contrari per pregiudizio, in quanto non ci appartiene la logica di apprezzare o disprezzare uno strumento, solo per partito preso. La nostra contrarietà alla tramvia, parte proprio da questa considerazione di metodo, in quanto lo strumento di trasporto pubblico di superficie non è stato scelto sulla base di studi tecnici, ma su quella di assurde attribuzioni ideologiche. Ci ricordiamo infatti, i dibattiti surreali già negli anni ’80, che vertevano sul fatto che la metropolitana fosse di destra, rispetto alla tramvia che sarebbe stata di sinistra. Ma come si fa a dare un’identità politica, a qualcosa di inanimato? Eppure a Firenze, si è proceduto, su questa base del tutto non scientifica, a realizzare un sistema tramviario di decine di chilometri, i cui vantaggi, a nostro avviso, non si sono ancora manifestati, dopo anni. Oltre al costo non proprio irrisorio, se si pensa che la micro variante in questione, di solo 2 chilometri e mezzo, ha un costo stimato di 70 Milioni di Euro pari a 28 Milioni a chilometro, che non sono robetta, infatti, la tramvia porta con sé, anche costi infrastrutturali urbani ed ambientali enormi. Quanto è costato, infatti, spostare e ricostruire le case nella zona di Piazza Paolo Uccello? E quanto sono costati, in termini ambientali, gli abbattimenti arborei, del Parco della Memoria, di Viale Morgagni, che adesso guarda caso, risulta essere una delle cosiddette isole di calore, censite dal Comune di Firenze? E quali reali benefici, ha portato la rete tramviaria, al traffico cittadino? A quest’ultima domanda, che poi è la più importante, in quanto la tramvia avrebbe dovuto, nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale, ridurre il traffico, si può rispondere tranquillamente con una sola parola: nessuno. Chiunque può riscontrare infatti, che non solo le linee tramviarie in funzione, non hanno ridotto il traffico veicolare privato, ma forse lo hanno addirittura peggiorato specialmente nella zona di Viale Belfiore ed in quella di Via Foggini, con una serie infinita di semafori in cinquanta metri, senza contare l’assurda rotatoria che vi insiste e che rappresenta l’entrata in città dalla Firenze – Pisa – Livorno, che poteva e doveva essere fatta in sotterranea, evitando l’impatto pesante col traffico urbano, dove, invece si è scelto di realizzare un sottopassaggio tramviario di poche decine di metri e talmente ben costruito, che il muro di supporto dello stesso, ha rischiato di venire giù per ben due volte. E proprio il precedente del muro di Via Foggini, fa paura pensando alla pericolosa vicinanza prevista nella nuova variante, tra la linea tramviaria e la basilica di San Marco, tanto che il Comune, ha detto che sarà necessario realizzare una sorta di trincea protettiva durante gli scavi per mettere in sicurezza la chiesa dalle vibrazioni e da eventuali crepe. Senza pensare all’estetica della piazza, che sarà completamente stravolta e rovinata, visto anche il taglio degli alberi recentemente operato nella stessa. Ci domandiamo quindi se valga davvero la pena continuare ad insistere su un progetto, che appare ormai obsoleto tecnologicamente e come abbiamo visto, pieno di criticità, anziché ripensare ad una vera metropolitana, leggera ma in sotterranea e ad una certa distanza dal centro storico, che, per la sua ridotta estensione può essere ben servito da una rete capillare di bus elettrici.

Luca Monti

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