Proprio ieri ci siamo occupati di Vittorio Sgarbi e della conferenza da lui tenuta nel pomeriggio presso la basilica di San Lorenzo e dedicata proprio a quella chiesa ed ai grandi artisti rinascimentali che vi hanno lavorato, rendendola così bella.

Il nostro articolo di ieri, che anticipava l’intervento di Sgarbi, era basato sulla curiosità che suscitava l’evento, coinciso con la possibile nomina del famoso critico d’arte, a Ministro della Cultura, nel primo governo di Giorgia Meloni. Soprattutto a Firenze, ma non solo, molti erano, infatti, curiosi di sapere come si sarebbe comportato Sgarbi, vale a dire, se avrebbe lasciato libero il suo ormai proverbiale stile polemico, o al contrario sfoggiato un aplomb istituzionale per lui inedito, tanto che ci giungono voci di scommesse in tal senso.

Per la cronaca, hanno vinto la scommessa coloro che avevano puntato sulla versione inedita del ministro in pectore, che ha fatto sì che Vittorio Sgarbi, mettesse tutta la propria passione e competenza di critico, nello spiegare le opere d’arte della basilica laurenziana, per la gioia dei suoi tanti ammiratori che erano lì presenti, ieri pomeriggio.

Insomma, ci avevamo visto giusto ed oggi possiamo dire che probabilmente Vittorio Sgarbi sarà il prossimo Ministro della Cultura, al posto dell’ormai ex e suo concittadino, Dario Franceschini, che a onor del vero, secondo noi non aveva fatto male in quel ruolo, ma è chiaro che la maggior competenza specifica del critico d’arte, lascia immaginare una maggiore centralità di quel dicastero, nelle politiche del costituendo governo Meloni, rispetto a quella avuta finora, cosa che non ci dispiace, anzi.

E’ indubbio, infatti, che occorra occuparsi ed anche in fretta, soprattutto della grave crisi economica che affligge il Paese, ma è anche chiaro, che non di solo pane o spread, vive l’uomo e che per rilanciare davvero l’Italia, serve anche occuparsi di cultura, che è una delle eccellenze che ci rendono unici al mondo e Vittorio Sgarbi, può essere davvero l’uomo giusto per farlo e farlo bene, aprendo un possibile nuovo rinascimento culturale italiano. Ma ci piace anche essere propositivi in prima persona e per questo vorremmo che la cultura venisse rilanciata davvero a 360 gradi e quindi lanciamo l’idea di un accorpamento tra i diversi dicasteri, dedicati rispettivamente alla cultura, ai beni artistici ed all’istruzione, perché non si possono tenere ancora scollegate la scuola e l’università, dalla cultura, che dovrebbe cominciare a formarsi proprio in tali ambiti. Siamo sicuri che nessuno avrebbe da ridire sulla scelta di Vittorio Sgarbi come super ministro della cultura e dell’istruzione. Oltretutto accorpare più ministeri darebbe anche un segnale chiaro di economicizzazione, tagliando notevolmente i costi, cosa che sarebbe quanto mai gradita in questo momento di grave crisi economica.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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