Dobbiamo continuare ad occuparci di Ncc, perche’ dopo gli attacchi delle loro associazioni di categoria alla Regione Toscana per il cosiddetto “click day”, adesso le stesse puntano il dito contro quelle dei tassisti, accusati di essere privilegiati rispetto agli Ncc, in virtu’ di maggiori rapporti istituzionali, che favorirebbero le auto bianche, rispetto a quelle blu.

Riportiamo infatti, il comunicato stampa di Giorgio Dell’Artino, Presidente di Azione Ncc.

“Le imprese Ncc, attive nel trasporto con conducente, autoservizio pubblico non di linea, sono rimaste esterefatte nel leggere un post pubblicato il 7 ottobre da Uritaxi e firmato dal presidente nazionale Claudio Giudici, in cui l’Unione di rappresentanza italiana dei tassisti afferma di aver assunto in più occasioni nei tavoli di concertazione il ruolo di “legislatore. E’ di una gravità inaudita che il presidente nazionale del sindacato dei tassisti si definisca legislatore perche’ fa intuire che ci sia stato un accordo con la politica, con il preciso scopo di mettere in crisi e danneggiare il mondo degli Ncc. E’ moralmente disgustoso e inaccettabile che un settore possa, grazie alla propria forza rappresentativa, che deriva da una mera forza economica, decidere del futuro di un altro settore, che oltretutto è regolato dalla stessa legge. Gli Ncc non rimarranno fermi di fronte a tali affermazioni: l’ufficio legale di Azione Ncc sta valutando di presentare un esposto in Procura.”

Anche Mario Molinaro, Presidente della Super Rete Ncc Italia, ha preso posizione sulla questione dei rapporti tra Ncc e taxi, rilasciandoci le seguenti dichiarazioni: “Esprimo la mia personale opinione, che credo essere comunque largamente condivisa tra i colleghi, che la radice di tutte le cause di conflittualita’ tra il mondo degli NCC e quello dei Taxi vada ricercata nella confusa Legge Quadro Nazionale e le normative da essa conseguenti.  Se fosse, infatti, dalla Legge in modo chiaro delineato il campo d’9azione delle due rispettive categorie, sarebbe un vantaggio per entrambe. La Legge Quadro in oggetto fu concepita in un mondo dove non esisteva il raccordo tra azione imprenditoriale e web che ha completamente cambiato il mondo. L’assenza di regole certe ha generato una confusione eccezionale ed una guerra tra poveri, di cui gli ingegneri della politica dovrebbero vergognarsi. La realta’ dei taxisti dovrebbe essere tutelata come si tutela una caserma dei Carabinieri, perche’ detta categoria e’ fondamentalmente un qualcosa che sta tra il dipendente comunale e l’imprenditore. Condivido le paure della categoria Taxi contro un Uber che si presenta al mercato come concorrente dei taxi. E se fosse per me costringerei UBER a mettersi sul mercato con dei prezzi al minimo doppi di quelli del tassametro dei Taxisti.  Al contempo la categoria NCC che e’ fondamentalmente imprenditoriale bisognerebbe che fosse alleggerita completamente da tutti i vincoli medioevali che la comprimono fino a soffocare la specificita’ imprenditoriale degli NCC. Una soluzione alla francese sarebbe l’ideale ma manca fondamentalmente l’autorita’ e la visione politica d’insieme, per portare questa Pax tra le due categorie. Se da una parte le istanze della categoria Taxi sono semplici, dall’altra quelle della categoria NCC sono complesse. Bisognerebbe partire da poche certezze su cui vi e’ molta confusione. I Taxi dovrebbero essere servizio da piazza, privati della possibilita’ delle prenotazioni che impropriamente le centrali Radio-Taxi esercitano, mentre gli Ncc dovrebbero avere in certezza la facolta’ di lavorare per quella utenza che richiede il servizio Ncc senza essere disturbata minimamente nella attivita’ imprenditoriale da regole medioevali. Taxi e Ncc sono due categorie che dovrebbero fare sinergia e non essere in conflitto tra loro. Ma perche’ questo accada necessita ridefinire i ruoli e le competenze delle due rispettive categorie. Se sul fronte taxi vedo che hanno idee chiare, riscontro da parte degli Ncc un dibattito ancora in essere per la complessita’ del fare impresa in tale settore. Credo che la strada giusta sia quella di grande rispetto verso i taxisti e di formule adeguate ai tempi del fare impresa, in una cornice che definisca bene i ruoli delle due categorie, per rispetto all’utenza. In tutto questo casino nazionale tutti hanno perduto il metro di misura che puo’ essere dato solo dall’utenza, temperato dall’autorita’ politica che deve proteggere la fragilita’ del sistema taxi, ma al contempo dare forza alla libera impresa di cui appieno fa parte la categoria NCC. “

Luca Monti

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