Nel pomeriggio di ieri 6 febbraio, si è svolta, in Piazza Santa Maria Novella una manifestazione animalista, organizzata dall’associazione “Vivere Vegan” contro la riapertura alla sperimentazione di farmaci ed altri prodotti sugli animali, in particolar modo sui macachi, pratica sancita come lecita dal Consiglio di Stato, con una recente sentenza.

Tali sperimentazioni sono considerate barbare per le sofferenze provocate agli animali, e spesso per la loro morte.

Un’attivista, che si è presentata come “Donna Macaco”, rilasciandoci l’intervista con gli occhi bendati proprio per sottolineare la sua solidarietà alla causa dei macachi, destinati agli esperimenti in questione, che prima di essere uccisi, vengono accecati, ci ha detto: “Il Consiglio di Stato sostanzialmente, in nome del popolo Italiano, ha emanato una sentenza che dà un prezzo alla vita di esseri viventi. Possiamo quindi dire che sei macachi valgono duemilioni di Euro, perchè questo è l’importo destinato ad una ricerca, peraltro ripetitiva di quella svolta oltre quarant’anni fa in un Paese del Nord Europa, che non ha portato alcun risultato concreto e che ora ci si ostina a riproporre, senza considerare possibili vie alternative a quella del sacrificio di sei animali. Ecco perchè, malgrado le possibilità concrete di fermare questa barbarie siano minime, occorre continuare a protestare, per impedire che questa sentenza faccia breccia e spinga ad ulteriori passi avanti, trasformando, magari in futuro, degli esseri umani scelti in base a parametri del tutto arbitrari, in macachi da laboratorio perchè, ripeto qui non si è dato il prezzo ad un essere vivente per venderlo ma per torturalo ed ucciderlo, in nome della scienza, quindi si è trattato di un primo passo verso la mercificazione della vita stessa.”

Filomena Martino responsabile dell’associazione “Gatti Pisa”, ci ha detto che: “Purtroppo il fenomeno della sperimentazione sugli animali, e’ più esteso di quello che si pensi, e la mia associazione puo’ darne testimonianza. Ci occupiamo infatti, di gatti, soprattutto femmine provenienti da laboratori di ricerca nei quali hanno inoculato a questi animali il virus della fiv, che sarebbe l’aids felino per cercare soluzioni alla stessa malattia. A parte l’assurdità di far ammalare degli esseri viventi, per provare a salvarne altri abbiamo purtroppo riscontrato che questi gatti sono diventati estremamente sottomessi, cosa che va contro la loro natura e skno fisicamente molto fragili, manifestando anche perdite di sangue inspiegabili in assenza di ferite, segno evidente che anche la loro psiche e’ stata provata dagli esperimenti subiti.”

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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