Come sempre, dopo una sconfitta, ci occorre tempo per raccogliere le idee sul come raccontarla. Questa volta vorremmo prenderla alla larga partendo dal venerdì precedente la gara di Roma, quando hanno cominciato a circolare le prime voci sul fatto che la Fiorentina avrebbe giocato senza attaccanti, affidandosi a Ribery, in condizioni fisiche precarie, ed a Callejon, come seconda punta, che secondo Beppe sarebbe il ruolo nel quale giocava all’inizio nel Real Madrid, anche se non risulta averlo mai fatto. Comunque i tifosi Viola non ci credevano, e pensavano che fosse uno scherzo, mentre invece era vero, e domenica in campo all’Olimpico, Ribery, non si reggeva in piedi, e si fermava sempre come ad aspettare il fischio dell’arbitro, che non arrivava mai, e Callejon non ha praticamente mai partecipato al gioco. La Fiorentina inizia bene e dopo pochi minuti si rende pericolosa con due azioni clamorose, per poi sparire dopo il primo gol della Roma.

Si capisce che in difesa la Fiorentina, senza capitan Pezzella, non può affidarsi solo al giovane Martinez Quarta, che viene dall’altra parte del mondo, e deve imparare come giocare in una difesa a tre, ed in un campionato che non conosce, ed infatti si è fatto espellere per un’entrata con i piedi a martello. Forse Ceccherini, oggi avrebbe fatto comodo, sapendo sin dall’inizio che Pezzella non era guarito del tutto, e che sembra essere andato nel pallone anche il bravo Milenkovic. L’unico giocatore al quale diamo la sufficienza nella squadra Viola è il “profeta” Dragowski. A questo punto la domanda è cosa intende fare la società? Aspettare come l’anno scorso fin quando, come si dice qui a Firenze, “l’acqua arriva al sedere”, oppure trovare, sin da adesso un vero mister che sappia muovere questi bravi ragazzi, che però sono forse troppo giovani ed inesperti? Noi non siamo tanto fiduciosi, ci sembra un dejà vu di quello che abbiamo vissuto per 17 anni con i fratellini, con l’ennesima campagna di mercato non entusiasmante. Non avevamo infatti bisogno di Callejon, avendo Sottil , che poteva coprire la fascia destra, e non far sentire la mancanza del calciostruzzo.

A questo punto, se viene cambiato il mister che non vediamo come faccia a stare al suo posto cercando sempre degli alibi piuttosto discutibili, come quello dei dodici calciatori che giocano nelle loro nazionali, che secondo lui sono arrivati tardi e senza allenamenti, dovrebbe comunque essere messa in dubbio anche la posizione di Pradè che non doveva fare il solito sbaglio, che fu fatto con Montella, cioè confermarlo, ed ora non può dare la colpa agli altri. Adesso il timore è che magari chiami Prandelli o Mazzarri, ed a gennaio risiamo da capo nella situazione odierna. Pradè ha voluto, invece perseverare, con la politica di riconferma dell’allenatore, mentre doveva convincere il presidente Commisso, che lui era andato bene per la situazione dell’anno scorso, ma quest’anno c’era bisogno di uno che ci portasse in Europa, se l’idea era davvero quella di andare in Europa, e non di vivacchiare, situazione già vissuta con i vecchi proprietari per tanti anni.

Safaie

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