La situazione del traffico nelle principali arterie di comunicazione della Toscana centrale, è sempre più simile, a quella di una malabolgia infernale dantesca, con lavori infiniti e tempi di percorrenza del tutto imprevedibili ma spesso superiori a quelli necessari per raggiungere Roma, da Firenze, in condizioni normali.

La situazione peggiore è sempre quella della super(?)strada Firenze/Pisa/Livorno, che casca letteralmente a pezzi. Oltre alla ormai storica frana, all’altezza del Comune di Lastra a Signa, che continua a ripetersi, malgrado i cantieri presenti da mesi, evidentemente inutili a risolvere i problemi strutturali di quel tratto, si è infatti aggiunta una nuova voragine apertasi nel pisano, all’altezza di Cascina, tanto che verrebbe da domandarsi, se anzichè continuare a rattoppare, spendendo soldi pubblici non convenga abbattere del tutto quella superstrada e ricostruirla ex novo, tanto il disagio causato ai viaggiatori dalla sua chiusura, sarebbe lo stesso di quello dato dalla sua continua inagibilità che non sembra destinata a finire presto, malgrado le parole rassicuranti di Dario Nardella, nella sua qualità di Presidente dell’Area Metropolitana di Firenze. Non è più accettabile, infatti, nel 2021 percorrere il tratto dei circa settanta chilometri, da Pisa, a Firenze e viceversa in tre ore, come ci è successo di fare la sera di domenica scorsa, in concomitanza con l’apparizione della sopracitata voragine di Cascina. Cari politici, è il momento di decidere ma soprattutto di agire prima che l’inferno del traffico, diventi irrisolvibile. E non si pensi di poter risolvere la questione, non facendo facendo transitare i tir sulla Fi/Pi/Li, spostandoli sull’autostrada A11 perchè non soltanto, vi sarebbero aggravi di costi per le aziende di autotrasporti, che verrebbero scaricati, come logico, sui prezzi delle merci, ma i tempi di percorrenza non migliorerebbero, visto il tappo quotidiano tra Firenze Sud e Scandicci, causato dai lavori alle gallerie nei pressi del casello di Impruneta. Nè sarebbe accettabile la messa a pedaggio di una strada che di super non ha nulla, tanto che andrebbe chiamata inferstrada, nel senso di strada inferiore, oppure strada di “piccola comunicazione”, dal momento che probabilmente, esistono delle strade bianche, percorrendo le quali attraverso i campi, magari si arriva prima a Pisa. E lo stesso discorso vale per la cosiddetta Autopalio, che da Firenze va a Siena, anch’essa martoriata da rattoppi ormai ultradecennali. Insomma sciogliere il nodo gordiano delle infrastrutture viarie della Toscana centrale, a nostro avviso, è questione prioritaria anche rispetto all’aereoporto fiorentino, che per noi, pur ultracampanilisti doc, può benissimo essere il Galilei di Pisa, lasciando Peretola, al traffico aereo nazionale ed europeo.

Luca Monti

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