Gli operatori sanitari toscani contrari ai vaccini, aderenti all’associazione nazionale “Contiamoci”, ha scritto una lettera aperta al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha annunciato a partire dal primo ottobre, restrizioni verso i non vaccinati, più stringenti rispetto a qualsiasi decisione del Governo, dovesse uscire nel frattempo.

Ecco il testo della lettera aperta: “Signor Presidente della regione Toscana dr. Eugenio Giani, in merito alle sue recenti dichiarazioni alla stampa del 27 agosto come cittadini ed operatori sanitari toscani ci sentiamo offesi dall’etichetta corriva di no-vax con cui pretende di liquidarci.
Contestando con validi argomenti, e nell’interesse generale, la ragionevolezza scientifica di provvedimenti tanto gravi per la loro incidenza su libertà fondamentali e diritti costituzionalmente garantiti chiediamo semplicemente di essere ascoltati. Ne riceviamo risposte che, senza argomenti, calpestano la nostra professionalità e il nostro decoro.
Forse, Presidente, Lei non sa che con le infezioni, con il rischio di contagio, noi ci conviviamo da sempre, che sappiamo come difenderci, che sappiamo proteggere i pazienti, noi stessi, i nostri cari, da questi pericoli. O pensa che prima del COVID le strutture sanitarie ne fossero esenti?
Forse non sa che i pazienti “infetti” da sempre afferiscono alle strutture ospedaliere?
Ha mai sentito prima d’ora di un medico o di un sanitario che per questo ha abdicato alla propria missione?
Ella, Signor Presidente, con le sue parole avalla politiche discriminatorie che la conoscenza della storia dovrebbe scoraggiare. Utilizza surrettiziamente pretese motivazioni di salute pubblica per farsi censore delle idee di suoi concittadini, interferendo con scelte riguardanti la salute e la vita. Da mesi assistiamo ad una frattura all’interno del mondo della sanità, sia nel campo della ricerca che della clinica. Migliaia di medici che hanno curato i pazienti con dedizione ed abnegazione guarendoli, non hanno voce perché una parte del sistema ha deciso di silenziarli.
Molti, testimoni di una storia non raccontata, non possono esprimere quanto quotidianamente è sotto i loro occhi per timore di essere sospesi o radiati; per timore di essere ostacolati se le cure proposte non corrispondono ai protocolli ufficiali.
Nel frattempo il dibattito si sposta nei salotti televisivi, nei programmi di attualità e avanspettacolo scivolando verso una deriva che nulla ha a che fare con un confronto trasparente e obiettivo. Nulla ha a che fare con la scienza, il suo metodo e il suo necessario rigore. La scienza procede per raccolta ed analisi dei dati e accoglie senza pregiudizio una pluralità di visioni purché esse rispondano a indefettibili criteri di responsabilità. Si è mai chiesto perché migliaia di professionisti della salute stiano sollevando perplessità in merito alla campagna vaccinale? Che senso ha soffocare tali legittime perplessità in maniera semplicistica quanto arbitraria e prepotente?
Come sanitari che operano quotidianamente sul campo, testimoni diretti della realtà delle cose, denunciamo con forza e dolore la mancata istituzione in Italia di una farmacovigilanza attiva, fondamentale in una campagna vaccinale avviata in fase di sperimentazione. Presidente, ritiene forse che possiamo rimanere inerti ed impassibili di fronte alle migliaia di reazioni avverse spesso gravi, talora fatali, che osserviamo quotidianamente e che vengono eclissate senza neppure il beneficio del dubbio?
Crede che possiamo garantire un consenso informato ragionevole sui rischi a breve, medio e lungo termine quando questi neppure si conoscono?
Quanto agli aspetti epidemiologici autorevoli scienziati e virologi hanno ipotizzato come una campagna vaccinale in fase pandemica sia suscettibile di innescare varianti resistenti al vaccino. Presidente Giani, queste ed altre considerazioni ci inducono a chiedere, in nome del rispetto per la salute dell’individuo e della comunità di garantire un dialogo reale e un confronto imparziale ed obiettivo tra le diverse autorevoli voci della Scienza: la cittadinanza ha il diritto di ricevere un’informazione trasparente. Non possiamo derogare a questi principi che sono il fondamento ed il motore della nostra etica professionale.”

Luca Monti

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