La sera del 25 ottobre scorso, un treno ha investito ed ucciso un cinghiale tra Campiglia Marittima e Follonica, arrivando in quest’ultima stazione, con 48 minuti di ritardo. Inevitabili, i disagi per i passeggeri del convoglio regionale, rimasto fermo per quasi un’ora in aperta campagna dopo l’impatto con l’animale. Ed altrettanto inevitabili sono state le polemiche con il presidente della Cia di Livorno, Pierpaolo Pasquini, che ha chiesto alla Regione Toscana, interventi immediati per la riduzione del numero dei cinghiali, soprattutto nella zona della Val di Cornia e rimborsi dei danni fin qui subiti dagli agricoltori, anche a causa dei ritardi nell’azione di contrasto regionale al proliferare di questi ungulati. Ma anche altre voci polemizzano con la Regione, per i medesimi motivi, mettendo in evidenza il grosso pericolo scampato dai passeggeri del treno, che avrebbe potuto deragliare provocando una strage. Insomma, sarebbe il momento di mettere davvero in moto il piano regionale di contenimento dei cinghiali, che ci sembra più un libro dei sogni, che un enunciato pratico in tal senso, perchè la situazione sembra sfuggire di mano e questi animali adesso, rappresentano un pericolo concreto, non più soltanto per gli utenti delle strade, ma anche per quelli delle ferrovie. Nel frattempo, mentre nella nostra regione ci si interroga su cosa fare per contrastare gli ungulati, i cacciatori bolognesi provvedono a fruttuose battute di caccia al cinghiale, sul confine della Toscana, come testimoniato da questa foto, inviataci una settimana fa.

Luca Monti

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