L’Ucraina, oltre alla guerra contro la Russia, sta vivendo una grave crisi finanziaria, il cui valore stimato dagli uffici del Presidente Volodymyr Zelensky, è di circa 50 Miliardi di Euro, tanto che Naftogaz, la più grande azienda pubblica del Paese, non ha versato quanto dovuto per il debito estero, alla scadenza prevista la scorsa settimana, pare seguendo una direttiva governativa al riguardo. E a luglio, è arrivata anche la notizia del declassamento del rating finanziario dell’Ucraina, da parte di diverse agenzie di rating, appunto. Ecco quindi che ieri, 2 agosto, Ihor Zhovka, Vicecapo dell’Ufficio di Presidenza dell’Ucraina, cui si riferisce la foto di copertina ed a corredo dell’articolo, ha dichiarato ad alcuni media locali: «Aspettavamo 8 miliardi di euro, ma purtroppo alcuni Stati dell’UE, inclusa la Germania, stanno bloccando questa questione.»

Questa dichiarazione è un segno evidente del nervosismo del Presidente Volodymyr Zelensky, verso quelle, che al momento, sono rimaste poco più che promesse di aiuto nei suoi riguardi, da parte dell’Unione Europea. Kiev, infatti, secondo quanto dichiarato nella citata conferenza stampa di ieri, da Ihor Zhovka, avrebbe ricevuto solo uno dei nove Miliardi di Euro, promessi dall’Unione Europea, a maggio scorso. Il problema però è che se “Kiev piange, Bruxelles non ride” quanto a mancanza di risorse, tanto che per l’erogazione di questi fondi rimasti, sarebbero necessarie garanzie da parte degli Stati membri che in una contingenza economica negativa, come quella globale attuale, potrebbero non essere scontate. Insomma, la tensione tra Ucraina e Germania, percepita da Kiev, come principale ostacolo all’erogazione di questi 8 Miliardi di Euro fondamentali per la sopravvivenza economica del Paese e per quella politica del suo Presidente Volodymyr Zelensky sembra destinata a non raffreddarsi rapidamente.

Luca Monti

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