Strana storia quella di San Zanobi, il primo Vescovo di Firenze, del quale si conosca l’identità, grazie a Paolino da Milano, biografo di Sant’Ambrogio, che nel 422 scrive: «A Fiorenza è ora vescovo il sant’uomo Zenobio». Il suo culto fiorì nel periodo della sua vita, della quale sappiamo ben poco dal punto di vista umano, ma soprattutto circa cinque secoli dopo la sua morte, a seguito del miracolo che accompagnò, appunto nel IX secolo, la traslazione dei suoi resti dall’allora cattedrale di San Lorenzo, la cui fondazione si deve pare, proprio a San Zanobi, alla chiesa di Santa Reparata che diverrà così la nuova cattedrale fiorentina. Durante tale traslazione che si svolse in inverno, probabilmente a fine gennaio, infatti, durante il passaggio del corpo del santo, un olmo sarebbe miracolosamente rifiorito, nell’attuale Piazza San Giovanni e tale evento è ancora segnalato dalla colonna detta per questo di San Zanobi, accanto al battistero. Col legno di quell’olmo sarebbe poi stato scolpito, secoli dopo, un crocifisso conservato oggi nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri. Intorno all’anno Mille, venne poi edificata una chiesa, in onore di San Zanobi, sulla collina scandiccese di Casignano, nei pressi di una grotta, nella quale, egli era solito recarsi a pregare.

Ma veniamo alla diatriba ancora più strana, perchè in qualche modo ribaltata, tra Peppone e Don Camillo, riguardo San Zanobi e soprattutto la chiesa di Casignano. Nel 1983, infatti Mila Pieralli, all’epoca esponente del PCI e Sindaco di Scandicci, quindi mancanza di baffi a parte, perfetta nella parte di Peppone, secondo le scenografie di Guareschi, chiese all’allora, appena nominato Arcivescovo di Firenze, Silvano Piovanelli, di indicarle un santo patrono per il suo Comune, che fino a quel momento celebrava la ricorrenza patronale insieme a Firenze, per San Giovanni Battista. La scelta ricadde su San Zanobi, proprio in virtù della chiesa e della grotta di Casignano, che ne videro la vita e dunque gli rendono testimonianza. Tutto bene dunque? No perchè, è di questi giorni la decisione del Cardinale Betori, che dovrebbe impersonare Don Camillo, di chiudere proprio la parrocchia di Casignano. Si tratta di una decisione incredibile, considerando che quella di Casignano, oltre ad essere stata eretta come detto a testimonianza delle preghiere di San Zanobi, nella vicina grotta, è l’unica chiesa a lui dedicata nella Diocesi di Firenze, della quale, oltretutto risulta compatrono, insieme a Sant’Antonino Pierozzi. La notizia ha subito destato polemiche tra i residenti nella zona che contestano il decreto cardinalizio di chiusura della parrocchia di Casignano, facendo presente, che già nelle colline scandiccesi, sono state chiuse svariate parrocchie, depauperando quindi la tradizione Cristiana di quei luoghi e lasciando molti fedeli senza punti di riferimento per il loro culto, ma soprattutto che la chiesa in oggetto rappresenta un luogo di pellegrinaggio che vede giungere sul luogo molte persone ogni anno, provenienti non solo da Firenze e dintorni, ma anche da altre città. Insomma, per una volta che Peppone, voleva un santo patrono ed un luogo di culto arriva Don Camillo e glielo chiude.

Luca Monti

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