Giovedì 7 ottobre, a pochi giorni dall’estensione del Green Pass a venti milioni di lavoratori prevista per il 15, siamo stati a Massa per seguire la manifestazione “Rockdown totale” organizzata dal gruppo Rivoluzione Allegra e coordinato da Giulio Milani.

Il “rockdown totale” come riappropriazione del corpo e della vita contro il cambiamento innescato nel mondo dal “lockdown totale generalizzato” italiano: una rivoluzione culturale per la quale la malattia si cura con l’isolamento delle persone, anche quello preventivo dei sani.

E gli interventi sono stati “rock” brevi e incisivi, di dieci minuti ciascuno, a tamburo battente.

Il “rockdown” di Massa è iniziato alle 15 in Piazza Berlinguer ed è proseguito nel corteo autorizzato che ha attraversato la città a partire dalle 16,30 in un tour dei luoghi simbolo.

Durante l’evento sono state anche raccolte le firme per il referendum contro il green pass, quattro quesiti volti ad abrogare tutti i Dl sul certificato verde.

Rivoluzione Allegra critica apertamente la retorica della “riapertura”, sostenendo che   per ricattare meglio i lavoratori lo Stato italiano, in assenza di obbligo vaccinale, dal 15 ottobre prevede il rientro di tutti i comparti pubblici e privati dallo smart working, allo scopo di scaraventarli nel nuovo sistema “o ti vaccini o paghi o perdi il lavoro”. Un abominio morale e giuridico che non si vedeva dai tempi del fascismo, secondo gli organizzatori della manifestazione

In piazza Berlinguer abbiamo ascoltato le voci di quanti si stanno già battendo nella direzione di una “rivoluzione necessaria”: spirituale, comunitaria, costituzionale e culturale.

Rivoluzione Allegra non contesta infatti uno specifico aspetto, ma tutto l’impianto della narrazione emergenziale e di un sistema interamente fondato sul profitto che, secondo gli organizzatori, ha già mostrato la sua inefficacia con la tragedia del Ponte Morandi di Genova.

L’avvocato Elena Dragagna ha illustrato il conflitto tra Green Pass, disposizioni di emergenza e articolo 16 della Costituzione.

 Secondo l’avvocato Dragagna, che ha citato alcune sentenze che hanno riconosciuto la ragione dei ricorrenti che si sono opposti alle sanzioni amministrative per la violazione delle norme anticovid sugli spostamenti, l’art. 16 consente limitazioni temporanee della libertà di movimento, ma non la sua cancellazione totale come avvenuto durante il lockdown. La nostra Costituzione, come sottolinea l’avv. Dragagna, non prevede in tempo di pace alcuna sospensione generalizzata dei diritti, e pertanto il Green Pass secondo l’avvocato si pone in contrasto con gli Art 1 e 3 della Costituzione, con l’Art 32 che impone anche in caso di trattamento sanitario imposto per legge il rispetto della persona umana (ad esempio la norma sull’obbligo vaccinale scolastico prevede una sanzione pecuniaria  e non l’esclusione dall’istruzione pubblica), e con la normativa europea sul Green Pass che ne prevedeva l’utilizzo solo per spostamenti fra stato e stato.

La giornalista Serena Romano ha parlato della sua inchiesta “Fahrenheit 451. Diario ragionato della pandemia” nella quale ricostruisce con fonti accertate disponibili sul sito www.libroserenaromano.it  il boicottaggio sistematico delle cure domiciliari precoci, la progressiva demolizione della libertà di parola e di ricerca scientifica in nome di un pensiero unico, la negazione del metodo scientifico fondato sulla falsificabilità delle teorie, la confusione tra gli scienziati che fanno ricerca e gli alti burocrati che compongono i vari comitati tecnico scientifici.

Sono poi intervenuti, fra gli altri, medici radiati come Roberto Lanzi e Dario Miedico, sottoposti a censura per aver osato contraddire la narrazione dello Stato e del mercato.

Dario Miedico, ex medico legale, ha affrontato lo spinoso tema delle autopsie negate e del silenzio sui danni da vaccino.

Rivoluzione Allegra ha ospitato inoltre il contributo di chi già progetta una società alternativa fondata su relazioni umane più autentiche, come Sabino Debonis, uno dei fondatori della “rete di azione rurale”, che ha parlato anche della “moneta complementare” da impiegare per far fronte alla crisi economica, a Luciano Mattioli, il portavoce di Task Force, gruppo parmense che sta organizzando un centro poli-funzionale per coloro che vengono estromessi dalla scuola, dalla sanità, dal lavoro e dalla vita sociale, il progetto “una città nella città”.

In questi interventi si è parlato del fenomeno dell’homeschooling o istruzione parentale, che da fenomeno di nicchia sta diventando una scelta sempre più diffusa.

Presenti anche numerosi esponenti del coordinamento nazionale “Fronte del Dissenso” organizzatore della manifestazione nazionale del 25 Settembre a Roma, Piazza San Giovanni.

Il corteo, preventivamente autorizzato, si è svolto in forme composte e pacifiche e si è mosso toccando luoghi simbolo della città di Massa, medaglia d’oro della Resistenza, come il Comune, le cui sedute si sono tenute in smart working per oltre un anno impedendo il controllo democratico dell’attività amministrativa. Qua è stata simbolicamente posta una corona di fiori sotto la stele che ricorda i partigiani dell’area ligure-apuana morti per la libertà. “La libertà si testimonia, non si definisce” ha affermato Giulio Milani di Rivoluzione Allegra.

L’obbiettivo degli organizzatori è contrastare l’idea stessa di nuova normalità riprendendosi le strade, le piazze, i luoghi della socialità, inibiti durante il primo lockdown nel quale erano chiuse anche le fontane e i parchi.

Il corteo si è poi fermato alla vicina rotonda, snodo del traffico cittadino e presso il Provveditorato agli studi.

Qua da segnalare l’intervento di un esponente del Fronte del Dissenso che ha parlato delle possibili azioni di sciopero previste per il 15 Ottobre e del sindacato FISI che le sta organizzando, unico apertamente contrario al green pass, e di un’insegnante che ha parlato della scuola di oggi dove avviene una sostanziale diseducazione alla socialità. Un’educazione più simile al dressage, all’addestramento che alla formazione armonica della persona.

Ultima tappa, il Tribunale. L’intervento di un esponente di Rivoluzione Allegra ha sottolineato l’assordante silenzio dei magistrati italiani, e in particolare della Corte Costituzionale, di fronte a un provvedimento come il Green Pass dichiarato anticostituzionale in Spagna e Slovenia.

Dalla Piazza del Tribunale il corteo si è poi mosso per tornare in Piazza Berlinguer per la conclusione del “Rockdown totale” di Massa.

                                               Andrea Macciò

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