Domani sarà l’8 settembre, festività della Nascita della Madonna, da sempre molto sentita a Firenze, che le dedica un preludio la sera del 7 settembre, con la Rificolona una festa più laica che religiosa, a dire il vero, ma comunque piena di fascino e di luci multicolori. Difficile dire in che periodo inizi questa festa fiorentina, ma è probabile che si svolgesse già alla fine del ‘300, in forma di mercato serale, e prenderebbe il nome dal sostantivo scherzoso di rificulone col quale i monelli fiorentini dell’epoca chiamavano le formose contadine che giungevano in città, per vendere le loro merci. Sempre agli scherzi verso le contadine, sarebbe da ascriversi l’usanza delle battaglie di cerbottane, che si svolgono tuttora, avendo pero’ come bersaglio, non più le natiche delle povere donne del contado, ma le rificolone odierne, vale a dire lanterne colorate di carta, di varie forme e dimensioni, contenenti una candela accesa, che si incendiano se colpite dallo stucco sparato dalle cerbottane. Ma quest’anno a riportare la rificolona in un ambito più strettamente religioso, giunge a Firenze, per una fortunata coincidenza, che per i credenti potrebbe essere un segno divino, la statua della Beata Vergine di Batnaya, in Iraq, sfregiata dall’Isis, che da oggi, fino al 15 settembre, è “ospite” del santuario mariano della Santissima Annunziata.

Il pellegrinaggio di questa statua, simbolo delle persecuzioni anti Cristiane, in Medio Oriente, è stato organizzato dalla fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, che nel caso specifico si pone l’obiettivo, in collaborazione con le suore di Santa Caterina da Siena, di ricostruire l’asilo di Batnaya, la città irakena, dalla quale proviene la statua della Beata Vergine Maria.

Insomma stasera è davvero una buona occasione per recarsi in Piazza Santissima Annunziata, e a seguire nell’omonima basilica per la celebrazione liturgica, per vivere una festa della Rificolona, davvero completa.

Luca Monti

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