Ieri, e’ stato presentato alla casa del popolo del Girone, il libro di Filippo Luti, dedicato agli esordi calcistici di Giancarlo Antognoni che non ho mai visto giocare, ma che sento come mito della tifoseria Viola, dai racconti entusiasti del babbo e di coloro più adulti che lo hanno visto in azione sul campo.

Il libro “Volevo fare il calciatore”, di Filippo Luti, però, pur ricco di aneddoti biografici non racconta l’epopea Viola, di questo grande campione ma ne narra gli inizi calcistici ad Asti, dove Antognoni, iniziò la sua carriera “vera”. Non a caso, erano presenti, ieri due suoi ex compagni di squadra nelle giovanili dell’Asti, Moreno Bottausci, e Francesco Gulizia.

Bottausci oltre ad essere stato il capitano di Antognoni all’Asti, è anch’egli perugino ed ha condiviso la militanza con l’allora ragazzino Giancarlo nella stessa squadretta della loro città d’origine, mentre il fiorentino Gulizia, è stato il primo contatto, sia pur involontario e casuale, tra la città del giglio ed il suo Unico 10.

Ieri in definitiva, anche grazie al libro di Filippo Luti, fiorentino doc e storico residente del Campo di Marte, sin dai tempi dell’arrivo di Antognoni a Firenze, è emerso il Giancarlo, prima ragazzo e poi uomo rispetto all’Antognoni campione.

Mi è piaciuta la modestia con la quale Antognoni ha detto di aver vinto un solo Scudetto, con le giovanili dell’Asti, malgrado il moderatore della serata, Paolo Caselli, lo punzecchiasse amichevolente attribuendogli quello dell’81/82 con la Fiorentina, vinto dall’eterna rivale Juventus, ma che tutta Firenze rivendica come scippato ai Viola. Ma quello che eventi come quello di ieri, a decenni di distanza dall’Antognoni calciatore, ancora testimoniano e’ il rapporto indissolubile tra Giancarlo e Firenze, e non a caso, ieri una tifosa presente alla presentazione del libro esibiva un tatuaggio con Antognoni, che ci ha gentilmente concesso di fotografare.

Aggiungo che mio babbo mi ha raccontato che anche a Losanna, dove Antognoni ha giocato una stagione, Giancarlo, è molto amato ed in quell’anno la squadra svizzera ha fatto il record di abbonamenti allo stadio che credo sia ancora imbattuto da allora. Consiglio di acquistare il libro di Filippo Luti, disponibile nelle librerie della nostra città, anche per aiutare la Fondazione Tommasino Bacciotti, contro i tumori infantili, alla quale vengono devoluti gli introiti della vendita del volume.

Manfredi

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