La temperatura delle guerre, non si misura solo al fronte, dove il fuoco delle armi la rende naturalmente molto calda ma anche e forse soprattutto, dietro le quinte della politica dei Paesi coinvolti. Ci sembra interessante quindi, per cercare di capire cosa potrebbe riservarci il futuro, riportare il dialogo tra Alexander Dugin, il filosofo russo, conosciuto in occidente per essere in qualche modo il mentore politico di Vladimir Putin e Wang Wen, rettore esecutivo dell’istituto di studi finanziari Chonyang, presso l’università Renmin di Pechino.

A richiedere l’incontro, che si è svolto il 21 ottobre scorso, nello studio del filosofo russo e secondo le fonti giornalistiche del Global Times, è durato circa un’ora, sarebbe stato proprio Alexander Dugin. Quello che riportiamo è l’estratto del dialogo, pubblicato proprio su Global Times, mentre la versione integrale, è reperibile sul sito web cinese Guanchazhe.

Wang Wen: “Prima di tutto mi permetta di renderle omaggio a nome di numerosi cinesi e di farle le mie personali condoglianze per il triste decesso della sua amata figlia Darya. In questi ultimi mesi, numerosi altri attentati terroristici si sono verificati in Russia. Come vede lo sviluppo interno della Russia, oggi, in questo periodo di conflitto?”

Dugin: “Tengo innanzitutto a ringraziarla per il vostro sostegno morale ed apprezzo profondamente il cordoglio del popolo cinese in seguito al decesso di mia figlia Darya Dugina. Ella è diventata ormai un simbolo della lotta dello spirito russo contro un sistema mondiale egemonico ingiusto ed una vittima del terrorismo occidentale. Sappiamo già che quest’operazione è partita da Kiev, da Zelensky in persona e dal capo delle forze speciali militari ucraine. Zelensky è responsabile della morte di mia figlia e dell’attentato. Malgrado i servizi segreti americani e britannici abbiano rifiutato di spiegare e condannare l’attacco terroristico, siamo pressochè certi che ci stessero controllando, me e mia figlia perchè eravamo praticamente una persona sola. E’ stato l’inizio di una del terrore contro la Russia, la prima volta che dei terroristi occidentali hanno attaccato dei cittadini russi sul suolo russo. Tengo a sottolineare ancora una volta che nè Daria, nè io stesso, ricoprivamo alcuna funzione ufficiale e non abbiamo partecipato all’operazione militare speciale nell’est dell’Ucraina. E’ senza precedenti, il fatto che degli intellettuali siano stati assassinati per quello che hanno semplicemente detto e pensato, e questo tipo di terrore contro gli intellettuali è assai inquietante. E non è altro che guerra. Questo rivela dunque un capitolo tutto nuovo della storia della guerra: quando le idee contano veramente siete assassinati per le vostre idee. Questo esempio dimostra tragicamente l’importanza del pensiero, che gioca con la vita del pensatore. Pertanto se siete un guerriero, dovete essere pronto a morire in combattimento, se prendete decisioni politiche, dovete essere pronto a pagare per le vostre decisioni. Per molto tempo, la filosofia teologica si è preoccupata della vita umana. La Russia si trova in uno stato critico, che mi piace definire come “Una profonda rivoluzione ideologica in Russia” e il conflitto russo – ucraino segna l’inizio di un cambio completo. Negli anni ’90 la Russia ha accettato l’egemonia occidentale, i sistemi occidentali, i valori occidentali e la democrazia politica occidentale, ha seguito l’esempio dell’Occidente ed ha considerato l’Occidente come una boa di salvataggio. E’ la differenza tra la Russia e la Cina: la Cina accetta le regole ed approfitta pienamente delle regole internazionali per imporsi, mentre in Russia, negli anni ’90 abbiamo tradito la nostra sovranità nazionale. Dopo il suo arrivo al potere Putin, ha cominciato a battersi per l’indipendenza della Russia. Ma nel corso degli ultimi ventidue anni, è stato incatenato dalle regole stabilite dall’Occidente, che ha sempre sperato di indebolire ed attaccare la Russia in questo modo. Putin ha tentato di conciliare la contraddizione tra lo sviluppo del Paese e la sua integrazione nella mondializzazione, ma questo si è dimostrato impossibile. Questa incompatibilità ha raggiunto il suo parossismo dopo l’inizio del’operazione militare speciale. Putin, non poteva che reagire attraverso un’azione violenta diretta, ma la società russa non vi era preparata, perchè la lotta contro l’Occidente è un cammino troppo lungo e troppo stretto. La Russia è adesso in una guerra contro l’Occidente, contro gli Stati Uniti. Noi cerchiamo di aggiustare le nostre idee sociali e di rivalutarci, per adattarci alla situazione attuale nella quale ci troviamo, che è un processo molto intenso e drammatico.”

Wang Wen: ” Sono d’accordo con la vostra analisi e la vostra predizione intelligente. Mi ricordo che nel 2008 lei aveva scritto sull’inevitabilità di un conflitto tra la Russia e l’Occidente. Ciò nonostante, quando gli universitari cinesi riconoscono che un conflitto sino – americano può diventare inevitabile, generalmente fanno del loro meglio per proporre di evitare la guerra con gli Stati Uniti. Per esempio, quando il professor Graham Tillett Allison, dell’Università di Harvard, ha proposto, circa un decennio fa, l’espressione la “trappola di Tucidide” per definire i rapporti tra la Cina e gli Stati Uniti, gli eruditi cinesi, lo hanno confutato tentando di modificare questa “profezia realizzabile. Quello che voglio sapere, è, perchè le elites russe non consigliano al presidente Putin, di fare del suo meglio per evitare il conflitto o di fare qualcosa che potrebbe essere meglio di un’azione militare ad hoc? In Russi, un saggio filosofo politico come lei deve avere una soluzione migliore no?”

Dugin: “Questo ha a che vedere con l’equilibrio della coscienza tra gli individui e i gruppi. Non è il presidente Putin, che ha volontariamente voluto lanciare questa operazione militare speciale, ma è tutta la società che la esigeva. La società russa è molto speciale e ha bisogno di un dirigente di tipo “padre” (come uno zar) che deve ugualmente fornire garanzie di sicurezza all’insieme della società. Putin ha tentato di riconciliare questa binarietà: accettare l’Occidente e assicurare l’indipendenza della Russia. Queste due opzioni costituiscono tuttavia un nodo di contraddizioni. Putin spera di conciliare questa contraddizione e di mantenere un certo equilibrio, ma questo equilibrio è molto fragile. Putin, ha sempre cercato di procedere in maniera pacifica, senza utilizzare mezzi militari, per evitare una escalation del conflitto con l’Occidente. Dopo che la Crimea è “tornata alla Russia”, abbiamo ben presto notato che la Russia può facilmente liberare l’est dell’Ucraina, ma il presidente Putin, ha sempre rifiutato di farlo. Egli ha creduto per un periodo alle assicurazioni date dall’Occidente, che ha ingannato la Russia. Putin, vuole evitare la guerra, ma questa è sempre più inevitabile. Peccato che non siamo stati pienamente preparati a questa operazione militare speciale, sul piano politico, economico, culturale e militare. Infatti, avremmo dovuto essere meglio preparati.”

Wang Wen: “Sì. Ma sono molto inquieto, se la Russia si stacca completamente dall’Occidente in futuro, potrà continuare a svilupparsi rapidemente in breve termine? Tutti pensiamo che l’Occidente si sta indebolendo, ma al momento l’egemonia occidentale ha ancora un’influenza significativa in dei settori, quali l’alta tecnologia ed il commercio economico. Il mantenimento della cooperazione con l’Occidente sembra essere una “scelta razionale e pragmatica. La Russia sarà ridotta a niente di più che un “grande Iran” se fosse completamente tagliata fuori dall’Occidente? Ho viaggiato in Iran, a più riprese. L’Iran presenta un enorme potenziale e ricche risorse. Negli anni ’70 l’economia iraniana ha conosciuto una rapida crescita. Malgrado ciò, dopo essere stato sanzionato dall’Occidente per quarant’anni, lo sviluppo dell’Iran, è stato fortemente compromesso. La Russia, ripeterà gli errori dell’Iran?”

Dugin: “Mi piacerebbe molto sapere qual’è la vostar definizione della parola “Occidente”. L’Occidente non è solamente sinonimo di sviluppo economico e tecnologico, l’Occidente rappresenta una sorta di coscienza, comprendente egemonia, razzismo e ontologia, che può essere estesa al colonialismo ed all’unipolarismo. E’ l’essenza stessa dell’Occidente. La Russia ha “dichiarato la guerra” all’Occidente ed è stata forzata a tagliare la cooperazione con l’Occidente. Noi speriamo che sconfiggendo l’egemonia occidentale, l’Occidente diverrà una provincia del mondo e non il centro del mondo. Per arrivarci, dobbiamo non solo elevarci e “disoccidentalizzarci”, ma anche marginalizzare l’Occidente. La Russia da sola non può raggiungere questo obiettivo. Noi speriamo di lavorare con altri paesi non occidentali nel mondo per resistere all’egemonia occidentale. Se ci uniamo, saremo forse in condizione di sconfiggerli. Si tratta di una guerra del multipolarismo, contro l’unipolarismo.”

Wang Wen: “Secondo la vostra logica, il mondo si divide progressivamente in due poli e comincia una nuova “guerra fredda”. Lei ha sottolineato in un suo articolo che il mondo è sull’orlo di una terza guerra mondiale. La Cina, non vuole entrare in una nuova guerra fredda, preferisce svilupparsi in un ambiente mondializzato. Benchè la Cina, sia in concorrenza con gli Stati Uniti, fa del suo meglio per trovare un nuovo equilibrio in mezzo a contraddizioni feroci. Penso che l’India, il Brasile e gli altri paesi del BRICS, non vogliano veramente intraprendere una “nuova guerra fredda” con l’Occidente e che sono tutti prudenti e si proteggono contro una eventuale terza guerra mondiale.”

Dugin: “Al momento la situazione non è determinata unilateralmente dalla Russia. Con l’operazione militare speciale, abbiamo “attraversato il Rubicone” per affrontare l’Occidente. La Russia e l’Occidente, possono comprendersi, ma i due non possono coesistere, così come li determina la struttura geopolitica. Da un punto di vista geopolitico gli altri paesi non hanno che due opzioni: vale a dire essere controllati da uno Stato che è una potenza marittima, o battersi per divenire uno Stato che è potenza terrestre, sostenendo la Russia per spingere il mondo verso il multipolarismo e diventare una regione dell’Heartland. L’indipendenza della Cina, è basata sull’equilibrio. In questa prospettiva se la Russia, non può controllare ed equilibrare l’egemonia americana, allora la Cina, sarà vittima di un conflitto militare offensivo con delle potenze marittime, anche se voi non volete che la sovranità e la prosperità. Al momento, l’India, il Brasile, il Sudafrica e il mondo islamico, tutti anch’essi indipendenti, fanno delle scelte, ma il risultato delle loro scelte dipende dalla forza che sta sull’altro lato della scala. Perchè la strategia vincente della mondializzazione rappresentata dalla Cina, sia perfettamente realizzata, occorre una condizione invisibile, nello specifico la resistenza dello Stato potenza terrestre che è la Russia, allo Stato potenza marittima. Se la Russia perde l’operazione militare speciale e perde il suo cuore, allora l’India e la Cina, saranno di fronte alla stessa situazione attuale della Russia e diventeranno le prossime vittime della guerra fredda ed anche del conflitto militare. L’Occidente può utilizzare il distretto di Taiwan e i militanti musulmani come punti d’ingresso per attaccare la Cina. L’Occidente è una forza radicale ed aggressiva. Altri paesi possono evitare un conflitto frontale unicamente perchè la Russia esiste sempre e perchè la Russia si batte. Le altre nazioni non hanno che due opzioni: o sopravvivere all’ombre del mondo occidentale, o battersi come la Russia. Quest’analisi geopolitica è molto importante. Benchè i risultai dell’analisi non siano interamente conformi all’interpretazione ufficiale cinese, credo che gli strateghi del Partito comunista cinese, in quanto veri maestri della strategia internazionale, possono comprendere pienamente le conclusioni dell’analisi sopra esposta ed evitare che la Cina, cada nella situazione della Russia. Riconosco intensamente le grandi realizzazioni della Cina. Sia per la Russia, che per l’India, l’Iran e i paesi arabi, la Cina è la principale speranza. Esiste una frizione frontaliera tra la Cina e l’India, ma vorrei ricordare all’India, che se l’India e l’Occidente lottano insieme contro la Cina, una volta che la Cina e la Russia avranno perso, l’Occidente si rigirerà per affrontare e distruggere l’India. Ed infatti, Soros, si prepara già a farlo. In breve noi non vogliamo affrontare l’Occidente, noi affrontiamo quell’Occidente che pretende di dirigere il mondo ma che non ha giocato bene il proprio ruolo di modello. Quello che dovremmo ricercare, è il multipolarismo piuttosto che l’unipolarismo. L’Occidente vuole smembrare la Russia, noi siamo il numero uno sulla lista, voi siete il seguente. Certo è la mia analisi e non voglio imporla agli altri.”

Wang Wen: “Prima di tutto noi abbiamo fiducia nella Russia e crediamo che non sarà sconfitta dall’Occidente. Malgrado la NATO, sostenga pienamente l’Ucraina, la Russia ha un enorme vantaggio in termini di profondità strategica, di potenziale e di risorse. Certo sono d’accordo con lei nel dire che se la Russia, è sconfitta dall’Occidente, la Cina, sarà il prossimo bersaglio dell’Occidente. A questo riguardo la Cina, è psicologicamente preparata. La risposta della Cina è basata su più di duemila anni di saggezza tradizionale e su un impegno a trovare soluzioni moderate e diverse. In questi ultimi anni la Cina, ha ottenuto dei buoni risultati su numerosi “campi di battaglia” come le guerre commerciali, le guerre tecnologiche, le guerre dell’opinione pubblica, le guerre mediatiche e la questione del distretto di Taiwan. Quello di cui vorrei discutere con lei, è la maniera di trattare l’Occidente, in modo più intelligente. Se, infatti si producesse realmente come lei predice, la terza guerra mondiale, o comunque una guerra nucleare di una certa ampiezza, significherebbe la distruzione di tutta l’umanità. Secondo lei, è possibile impiegare una panoplia di misure diversificate per risolvere il problema?”

Dugin: “La soluzione del fatto compiuto è del tipo dell’operazione militare speciale. Noi non abbiamo utilizzato altri approcci più diversificati e non potevamo fare altrimenti. L’operazione militare speciale, attuale è strettamente necessaria e malgrado la situazione di guerra attuale sia brutta, essa è migliore di una situazione peggiore (ad esempio essere distrutti). Sono sicuro che il Partito comunista cinese ha adottato un buon modello decisionale, prendendo decisioni con prudenza e circospezione, integrando gli interessi nazionali con la mondializzazione e mantenendo una politica indipendente e conservatrice. Garantendo la democrazia e la liberalizzazione sociale ed economica, la Cina mantiene ugualmente il controllo assoluto del governo centrale sul paese, vigilando a che l’Occidente non possa distruggere il Partito comunista cinese, a mezzo di metodi culturali o tramite internet, salvando il paese dal caos e dalla distruzione. La situazioni in Russia, è del tutto opposta. L’Occidente distrugge il controllo assoluto del governo russo cercando di spingere lo stesso governo contro il popolo. Sotto Eltsin, il popolo è stata la vittima di questo assalto occidentale. Putin cerca di impedire e di invertire questa situazione e di permettere alla Russia, di salvarsi attarverso la riforma e la ricostruzione. Ad un certo momento, ha cercato di cambiare pacificamente l’eredità del governo di Eltsin (1931 + 2007), ma non vi è riuscito in ragione dell’ostruzionismo di certe elites politiche, che hanno tradito il paese. questa è la differenza tra la Cina e la Russia. L’élite politica cinese, è la spina dorsale del paese, ma noi abbiamo solo il veleno lasciato dall’era sovietica. Dopo l’affondamento dell’Unione Sovietica, queste elites politiche sono entrate nel governo russo ed esse non hanno permesso al paese di trasformarsi e di svilupparsi attraverso mezzi pacifici. Questa è esattamente la mia interpretazione delle differenze politiche tra la Cina e la Russia. Noi non abbiamo la possibilità di cambiare o di riorganizzare pacificamente la Russia e di arrivare alla riconciliazione con l’Ucraina e l’Occidente attraverso mezzi pacifici. Putin è la nostra speranza. Egli è dalla parte del popolo e dalla parte della storia. L’operazione militare speciale era il suo modo di resistere, benchè non sia la maniera migliore. Noi riponiamo adesso tutte le nostre speranze, sul petrolio e sul gas ed attendiamo che l’Occidente si inabissi o faccia dei compromessi sulle questioni energetiche. Tentano di uscire dalla crisi della penuria energetica e questo ci obbliga a risolvere il problema sotto altre angolazioni. A questo scopo dovremmo prendere la Cina, come esempio da studiare.”

Wang Wen: “Grazie del suo interesse per la Cina. In quanto universitari ed animatori di centri studi, riflettiamo tutti i giorni sulla situazione della Cina e ci sforziamo di risolvere i problemi nazionali. A mio avviso, i dilemmi internazionali non possono essere trattati meglio, che sulla base della risoluzione dei problemi nazionali. Penso che lei abbia ugualmente notato che il rapporto del 20esimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese, mette chiaramente avanti a tutto la strategia di sviluppo nazionale a lungo termine della Cina, pour il 2035 ed il 2050. Lei è già stato in China. In quanto filosofo politico, sulla base della sua comprensione della Cina, come ne vede l’avvenire? Gli obiettivi attuali della Cina, possono essere raggiunti come previsto?”

Dugin: “Innanzitutto amo molto la Cina e ne apprezzo la governance, da parte del Partito comunista cinese sotto la direzione del segretario generale Xi Jinping. Il presidente Xi, è un leader eccezionale di classe mondiale. Il vostro paese è entrato nella storia. Penso che gli obiettivi della Cina sono pragmatici. Il 20esimo Congresso nazionale del partito comunista cinese, che avete organizzato, è un esempio riuscito di coordinamento delle questioni nazionali ed internazionaliò L’Assemblea generale dirige il paese formulando dei piani. Nei fatti, nè la società occidentale, nè la Russia, capiscono molto bene la struttura politica e sociale della Cina. A mio avviso, la Cina, è composta dal popolo, dal governo e da altri elementi culturali, quali il socialismo dalle caratteristiche cinesi, la cultura confuciana, eccetera. Questi elementi culturali giocano un ruolo nell’azione del governo e se lo stesso governo non arriva ad assicurare la sicurezza culturale, la società si disintegrerà. Le analisi occidentali e russe, sulla Cina, ignorano pressochè la parte speciale della cultura, che nei fatti, è una risorsa importante per il popolo cinese. Secondariamente, la Cina, è molto particolare per ciò che concerne lo stabilire le priorità. La Cina, non va ad intensificare i conflitti, ma a moderarli e risolverli grazie all’esperienza della costruzione della civiltà. Questa cultura non è interamente uscita dal Confucianesimo, ma anche dal Taoismo. La cultura politica occidentale, ivi compresa quella russa, è troppo radicale, troppo ossessionata dal nero e dal bianco assoluti, il bene e il male. per noi, il male è il male e non cederemo mai al male.”

Wang Wen: ” Sì la teoria dello Yin e dello Yang, nella cultura cinese proviene da un’altra scuola di filosofia. Noi speriamo di essere capaci di trasformare il negativo in positivo, il bene in male, il buono nel cattivo. Agli occhi dei cinesi, le cose buone non sono interamente buone e quelle cattive non sono interamente cattive. Esiste una relazione di attaccamento e di trasformazione fra le due. E’ complicato.”

Dugin: “Sì la Cina non promuove una politica estera di conflitto culturale. In un’altra cultura differente da quella cinese esistono delle frontiere chiare tra il bene ed il male, il buono ed il cattivo, la luce e l’oscurità e la cultura russa contiene questo gene. Dal punto di vista della Russia, il mondo è sia unipolare, perchè vi è un paese con la più forte potenza mondiale, gli Stati Uniti, sia multipolare in quanto l’Occidente, la Russia e la Cina, cercano tutti di arrivare a una situazione egemone e vincente in questo mondo. Una struttura mondiale multipolare è ugualmente una cosa verso la quale la Cina deve tendere. La Cina osserva il mondo con la sua propria prospettiva e le sue proprie idee e gli altri paesi osservano ugualmente la Cina, con le loro proprie idee e la loro proprio visione del mondo. Questo va dunque nei due sensi. Alcune di queste idee e prospettive sono anormali, direi patologiche. Il pensiero e la visione del mondo cinesi sono sani, ma il pensiero e la visione del mondo occidentali, non lo sono altrettanto. Dovremmo cercare di comprendere questi modi di pensiero patologici e non di spiegarli col nostro pensiero intrinseco.

Wang Wen: “Parliamo dell’avvenire della Russia e della Cina. Le tensioni nelle relazioni della Russia, con l’Occidente continueranno probabilmente a spingere verso il riscaldamento delle relazioni sino – russe. Questa volta ho visitato più di venti città in Russia, ho parlato con numerosi responsabili locali e discusso sul modo di rinforzare le relazioni tra i due paesi, a diversi livelli: quello locale, quello civile, quello delle elites eccetera. La Cina e la Russia, hanno delle percezioni differenti l’una dell’altra a tutti i livelli. Dal punto di vista del vertice, la coscienza strategica della fiducia e della cooperazione tra la Cina e la Russia, è sufficiente e ferma, ciò malgrado ai livelli non governativi e delle elites, le persone hanno delle opinioni molto diverse sulla cooperazione sino – russa e alcune idee non sono propizie alla cooperazione bilaterale. Lei che ne pensa di questo?”

Dugin: “Prima di tutto penso che le relazioni sino – russe si sono nei fatti considerevolmente migliorate sui due piani. I nostri due paesi hanno certamente numerosi problemi da superare, come le differenze culturali tra le due parti. Dovremmo passare più tempo a comprendere i rispettivi attributi della Cina e della Russia, a comprendere il codice della civiltà dell’altro, ad aprire prima di tutto “il dialogo a due voci” e ad approfondire la cooperazione bilaterale. la comprensione reciproca tra i dirigenti dei due paesi è stata “perfetta” e la cooperazione tra il presidente Xi e il presidente Putin, è la pietra angolare della Cina e della Russia, creando l’avvenire delle relazioni bilaterali. Ma dovremmo ugualmente prestare più attenzione all’istituzionalizzazione delle relazioni tra i due paesi, proporre dei piani per rafforzare la cooperazione e la comprensione reciproche ai livelli superiori, intermedi e di base e riaggiustare il sistema di cooperazione ai livelli intermedi e di base. A mio avviso, l’avvenire dell’umanità dipende dalla cooperazione approfondita tra la Cina e la Russia. Ora più che mai, dobbiamo imparare a conoscerci efficacemente. Siamo già due poli in un mondo multipolare. I popoli dei due paesi devono continuare a battersi per lo sviluppo della Russia e della Cina, affinchè le relazioni tra i due paesi siano più armoniose.”

Wang Wen: “Una piattaforma importante per la cooperazione sino-russe è la connessione tra l’initiativa “Belt and Road” e l’Unione economica europea. Agli occhi di molte persone, la teoria del Grande Eurasismo, che lei ha difeso per molti anni ha contribuito a promuovere la cooperazione sino – russa, in particolare l’integrazione economica euroasiatica. Ma le cose sembrano cambiare. In questi ultimi anni, lei ha acquisito nuove conoscenze nello studio dell’integrazione euroasiatica? Che ne pensa dell’integrazione euroasiatica e dell’iniziativa “Belt and Road”?”

Dugin: “Il contenuto della teoria del Grande Eurasismo, copre quello dell’Unione Economica Euroasiatica e dell’iniziativa “Belt and Road”. La Cina e la Russia, hanno la capacità di integrare armoniosamente le due iniziative maggiori per promuovere lo sviluppo dell’Eurasia e realizzare così la costruzione del mondo. In avvenire l’Eurasia, dovrebbe includere l’Europa, l’India e numerosi altri Paesi. Dovremmo allargare i nostri orizzonti per includere tutti i Paesi dell’insieme del continente euroasiatico. In termini di messa in opera specifica, dovremmo avere una compresnione più profonda del significato di “cintura” e “strada” e dei differenti ruoli che l'”Unione Economica Euroasiatica” della Russia dovrebbe giocare e adattare e giocare questi ruoli. Dovremmo presentare alle elites cinesi la vera teoria dell’integrazione euroasiatica e non la versione mal interpretata. In Russia, alcuni considerano l’euroasismo come una forma di colonialismo, mentre in Cina, altri vi vedono la versione russa dell’imperialismo. Dovremmo trovare modi diversi di comprensione reciproca. La teoria della Grande Eurasia, include non soltanto la cooperazione economica tra la Russia e la Cina, ma anche la collaborazione approfondita, tra l’India, il Sud Est Asiatico e l’Asia occidentale. Dovremmo riflettere riguardo a questo concetto e generalizzarlo, rinforzare gli scambi culturali, comprendere la sua identità, il suo scopo e la sua motivazione. Alfine di realizzare gli obiettivi di cui sopra, dobbiamo avere una comprensione più profonda della cultura dell’altro e capire realmente la coerenza interna del pragmatismo, del materialismo, del realismo e di altre logiche, cosa che esige che abbiamo un dialogo al livello della linguistica interlinguale. Altrimenti ci è difficile arrivare ad avere opinioni simili su una medesima cosa.”

Wang Wen: “nella strategia estera della Russia di questi ultimi anni, possiamo vedere l’ombra della teoria del “Grande Eurasismo” da lei illustrata poc’anzi. Di conseguenza delle voci, proprio in questi ultimi anni, delle voci hanno circolato secondo le quali, lei fa parte dello stato maggiore del presidente Putin, o addirittura che lei è la “mente di Putin”. Alcune persone dicono che lei sarebbe stato il ponte, tra il presidente Putin ed il presidente Trump, nel corso di questi anni. Lei come reagisce a questo?”

Dugin: “Io sostengo molto Putin, il nostro spirito è simile, ma non ho altra relazione con lui. Dovrei conoscere il popolo russo, meglio che chiunque qui. Può essere un pò umiliante dire questo, ma ho un amore profondo per il popolo e la storia russi. Comprendo la logica dietro tutto questo meglio che chiunque, così come la strategia estera nazionale, che la gente può approvare e sostenere.”

Wang Wen: “Ha qualche consiglio da dare ai giovani, in particolare ai loro omologhi cinesi?”

Dugin: “Alfine di comprendere il mondo, dovete prima di tutto diventare cinesi più autentici. Se non comprendete voi stessi, non potete comprendere gli altri. Se non avete fiducia in voi e non avete la vostra identità, è impossibile comprendere l’identità degli altri Paesi e l’avvenire della multipolarità. Per comprendere il mondo, dovete prima di tutto comprendere voi stessi.”

Articolo e Traduzione dal cinese: Luca Monti

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