In un momento di forte crisi nei rapporti geopolitici a livello globale, che pare far risentire il clima della guerra fredda si celebra oggi, il 50esimo anniversario di uno storico incontro tra i leaders di due superpotenze nemiche, quello tra Mao Tse Tung e Richard Nixon, che invece apriva prospettive di distensione su scala planetaria. Proprio il 21 febbraio del 1972, infatti, Nixon, si recò in Cina e venne ricevuto dal suo omologo Mao Tse Tung.

Un altro interessante parallelismo distopico tra quell’evento ed oggi, è legato allo sport. Cinquant’anni fa, infatti, fu la cosiddetta “diplomazia del ping pong” a favorire quell’incontro. Nel 1971, un anno prima di quell’incontro, tra i due capi di stato, si svolse, infatti, a Pechino, un torneo bilaterale di ping pong, fra le nazionali cinese e statunitense durante il quale, vi fu un incontro fortuito, durante un trasferimento tra una partita e l’altra, tra un giocatore USA ed uno locale che regalò all’americano un dipinto tradizionale su seta, raffigurante la montagna sacra di Huang Shan. I fotografi presenti all’evento sportivo immortalarono la scena del regalo, che divenne quindi la molla che spinse la diplomazia vera ad organizzare l’incontro tra Mao e Nixon. Oggi, invece, le olimpiadi invernali di Pechino, appena concluse, sono state boicottate da molti Paesi Stati Uniti in testa, in spregio a quella diplomazia sportiva di cinquanta anni fa. Insomma, la storia, oltre a non insegnare nulla, sembra aver girato il proprio orologio al contrario, riportandoci indietro di mezzo secolo.

Luca Monti

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