Oggi, 23 novembre, è il Fibonacci Day. Ma chi era Fibonacci, perchè il mondo gli dedica un giorno e proprio il 23 novembre? Iniziamo dunque dal chi era Leonardo Fibonacci.

Leonardo Fibonacci (dall’opera I benefattori dell’umanità; vol VI, Firenze, Ducci, 1850)

E’ stato un grandissimo matematico, forse il più importante di tutti i tempi, in quanto, non solo ha importato in occidente i numeri arabi, che usiamo ancora oggi, ma ha codificato i rapporti tra la matematica e la natura, aprendo quindi nuove vie alla scienza vera, quella intesa come sinergia tra varie discipline e non settaria e dogmatica. La sua vita, è abbastanza misteriosa ed anche sulle date di nascita e morte non vi è unanimità di vedute, fra gli storici. La sua nascita viene comunque indicata, intorno al settembre del 1170. Di certo vi è il fatto che era Toscano, Pisano per l’esattezza e dunque appartiene in qualche modo alla nostra storia patria. Leonardo era figlio di Guglielmo dei Bonacci, il publicus scriba pro pisanis mercatoribus, dunque il rappresentante mercantile della Repubblica Pisana nella zona di Béjaïa, nella regione della Cabilia, nell’odierna Algeria. Ecco quindi che vivendo in quella città per anni, insieme al padre, il giovane Leonardo, entra in contatto coi matematici islamici, studiandone le opere, per approfondire le quali, viaggia molto tra Costantinopoli, Egitto, Grecia, Sicilia e Siria alternando presumibilmente il commercio con gli studi matematici. Ma la sua consacrazione come scienziato, si ebbe dopo il suo rientro in pianta stabile a Pisa, quando nell’estate del 1226, l’Imperatore Federico II volle conoscerlo e si recò nella città della torre. A seguito di ciò, la Repubblica di Pisa, gli assegnò un vitalizio che gli permise di dedicarsi completamente ai suoi studi matematici. Ci piace riportare la motivazione di tale vitalizio, ripresa dal libro “Un ponte sul Mediterraneo : Leonardo Pisano, la scienza araba e la rinascita della matematica in Occidente” di Enrico Giusti.

Ecco dunque come il governo della Repubblica di Pisa, motivò l’assegnazione del vitalizio a Fibonacci: «Considerando l’onore e il profitto della nostra città e dei cittadini, che derivano loro dalla dottrina e dai diligenti servigi del discreto e sapiente maestro Leonardo Bigollo nelle stime e ragioni d’abaco necessarie alla città e ai suoi funzionari, e in altre cose quando occorre, deliberiamo col presente atto che allo stesso Leonardo, per la sua dedizione e scienza e in ricompensa del lavoro che sostiene per studiare e determinare le stime e le ragioni sopraddette, vengano assegnate dal comune e dal tesoro pubblico venti lire a titolo di mercede o salario annuo, oltre ai consueti benefici, e che inoltre lo stesso [Leonardo] serva come al solito il comune pisano e i suoi funzionari nelle pratiche d’abaco.»

Ma veniamo ora, all’importanza degli studi di Fibonacci ed alle connessioni tra matematica e scienze naturalistiche. A lui si deve la scoperta di una particolare sequenza numerica, nota proprio come successione di Fibonacci, nella quale ogni numero è uguale alla somma dei due precedenti ed ha una notevole influenza nella numerologia esoterica. Questa sequenza venne spiegata dallo stesso Fibonacci, proprio con un esempio naturalistico, quello del ciclo riproduttivo dei conigli. Il matematico osservò, infatti, che una coppia di conigli genera una sola coppia di conigli e che lo fa una volta al mese. All’inizio abbiamo quindi una coppia di conigli, che diventa fertile dopo un mese, e a quel punto genera un’altra coppia, che potrà generarne un’altra, solo dopo un altro mese. Pertanto dopo un mese, da una (1) coppia ce n’è ancora solo una (1) che però è diventata fertile e dopo due mesi ci sono due (2) coppie, una fertile e una no. dopo tre mesi le coppie, sono tre (3) due fertili e una no, ma dopo quattro mesi le coppie diventano cinque (5) tre delle quali sono fertili, dopo cinque mesi le coppie sono otto (8) di cui cinque fertili e così via. Ecco quindi la successione di Fibonacci: 1,1,2,3,5,8,…. Che è talmente perfetta, come del resto la natura, dalla cui osservazione nasce da essere praticamente “ovunque” ed il rapporto tra un numero di Fibonacci e quello immediatamente precedente si avvicina sempre di più, al famoso numero aureo 1.6180339887498. Il numero aureo, è per così dire, irrazionale e pur non potendo essere rappresentato da nessun rapporto di numeri interi, è davvero alla base della natura. Da questo numero aureo, nasce poi in architettura la sezione aurea. Ma la vera connessione tra la sequenza di Fibonacci e la natura, la si ritrova nell’Uomo Vitruviano di un altro genio Toscano, di nome Leonardo. L’Uomo Vitruviano, infatti, è stato elaborato, proprio sulla base del numero aureo di Fibonacci, che è anche il risultato del rapporto tra la misura del braccio e quella della distanza tra gomito e mano di ogni essere umano, ma anche il rapporto tra la misura delle falangi del dito medio della mano. E ancora il numero aureo, è il rapporto tra il numero di spirali in senso orario e antiorario di una pigna. Non a caso, la ghiandola pineale, l’organo di connessione per eccellenza tra l’uomo e la natura dunque, in senso esteso, tra l’uomo e Dio, ha la forma di una pigna. Inoltre, praticamente tutte le applicazioni informatiche, anche le più recenti, sono basate sulla sequenza di Fibonacci. Chiudiamo l’articolo con un tocco di mistero. Come abbiamo detto, infatti, le date di nascita e morte del famoso matematico Pisano, sono approssimative ma alcuni storici ritengono che egli sia morto, intorno al 1242 proprio il 23 novembre e questo sarebbe il motivo del Fibonacci Day, proprio in questa data. Ebbene, nella traslitterazione americana di questa data che è 11/23 cosa ritroviamo? Esattamente 1123 che sono i primi numeri proprio della sequenza di Fibonacci, che dunque va ben oltre la scoperta scientifica e si pone, di diritto, tra mito e realtà, insieme al suo scopritore, che non a caso, viene “inventariato” tra i benefattori dell’umanità, nell’opera, in sei volumi, intitolata: “I benefattori dell’umanità ossia vite e ritratti degli uomini d’ogni paese e d’ogni condizione, i quali hanno acquisito diritto alla pubblica riconoscenza” pubblicata per la prima volta in Francia, nel 1848 ed uscita in Italia, nel 1850. Al ritratto di Fibonacci, pubblicato proprio nella prima edizione italiana nel sesto volume, insieme alla sua biografia, è dedicata la foto in copertina e prima a corredo dell’articolo.

Luca Monti

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