Abbiamo voluto fare un’inchiesta sul nuovo Ponte Morandi, a Genova, non per parlare di responsabilità sul crollo, che è compito della magistratura, o per fare polemiche politiche ma semplicemente per domandare ai genovesi, attraverso alcune interviste, cosa ha significato per loro quel ponte e come hanno vissuto, prima la sua caduta e poi la sua ricostruzione. Abbiamo intervistato una tassista, Lisella Pallotti, che ci ha raccontato che: “Il Ponte Morandi, rappresentava uno snodo fondamentale per il traffico, da e verso qualsiasi destinazione esterna a Genova, sia lato montagna, sia lato mare. Vorrei dire che le istituzioni, sia il Comune di Genova, che la Regione Liguria, sono state molto vicine ai Cittadini, dandosi da fare in tempi brevissimi, per costruire il nuovo ponte, ma soprattutto per predisporre una viabilità alternativa. Certo i primi due o tre mesi sono stati molto difficili, anche economicamente perchè, ad esempio il porto riceveva poche merci rispetto agli standards abituali, proprio per il problema logistico rappresentato dal crollo del vecchio Ponte Morandi. Fra l’altro vorrei aggiungere un aneddoto personale, il mio fidanzato, è transitato in auto sotto il ponte, proprio alcuni minuti prima del suo crollo, ma non si è reso conto di quanto accaduto, perchè pioveva a dirotto, c’era poca visibilità e tutti coloro, lui compreso, che hanno sentito il devastante rumore del crollo essendo ancora nei pressi del ponte, lo hanno attribuito ad un fulmine, pur avendo intuito dall’immediato accorrere dei soccorsi, che era avvenuto qualcosa di tremendo, ma certo non immaginavano cosa.”

La tassista ci ha poi detto che, anche a Genova, la situazione dei tassisti oggi è estremamente difficile, con una perdita di circa il 60% di fatturato rispetto a prima, essendo chiuso il porto che accoglie le navi da crociera, così come i ristoranti, e con l’aereoporto che offre solo due voli giornalieri da e per Roma. In pratica vi è una mancanza totale di richiesta per i taxi esattamente come da noi a Firenze, dove i tassisti scenderanno in piazza venerdì 26 marzo.

L’intervista alla tassista ci ha dato la sensazione che i genovesi, abbiano dato sfoggio di forza d’animo, e pazienza nel sopportare il grande disagio e la terribile tragedia, rappresentati dal crollo del Ponte Morandi, ma soprattutto ci ha rincuorato, circa l’efficienza delle Istituzioni, almeno locali e regionali, cosa difficile da riscontrare nel nostro Paese.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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