Il marchio Gucci, oggi parte integrante dell’impero modaiolo francese, ha radici tutte fiorentine.

Nacque, infatti, cento anni fa, in Via della Vigna Nuova 7, per volontà ed intuito, di Guccio Gucci, figlio di un artigiano di cappelli di paglia, Gabriello la cui azienda era fallita, che dopo aver lasciato Firenze, a soli diciassette anni, per vivere prima a Parigi, poi a Londra, dove faceva il fattorino al Savoy Hotel, decise di fare ritorno nella nostra città, investendo i soldi guadagnati col proprio lavoro, in un’azienda di beni di lusso, stile di vita dal quale era stato colpito, nelle sue esperienze parigine e londinesi, a contatto con i facoltosi clienti degli alberghi di quelle metropoli.

Tra alti e bassi fisiologici in ogni azienda, di qualunque dimensione essa sia dopo un secolo comunque il marchio Gucci, ha saputo letteralmente conquistare il mondo. Alla fine degli anni ’60 Gucci, infatti contava già dieci negozi negli Stati Uniti, tanto che John F. Kennedy, definì Aldo Gucci, figlio di Guccio, che aveva esportato il suo business negli USA, il primo “Italian ambassador to the United States”. Ed anche oggi, i numeri dell’azienda Gucci, sono impressionanti, tanto che secondo una ricerca di Kantar, con ben 33,8 miliardi di dollari, è il brand italiano con il maggior valore economico anche se purtroppo come detto, ormai è nell’orbita francese, pur mantenendo stretti legami con Firenze, tramite lo stabilimento di Scandicci che ha permesso di realizzare in quel Comune, il distretto dell’eccellenza della moda nel settore pelletteria, con altre grandi aziende coinvolte.

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