Marco Mazzarrini, titolare con la moglie Adriana ed i figli Gloria, Raoul e Amedeo delle tenute vinicole di Poggio Amorelli a Castellina in Chianti, Poggio ai Laghi a Monteriggioni, dei vitigni Poggio Barbone a Magliano in Toscana e dell’Acetaia Mazzarrini a Modena, che produce aceto balsamico Dop e Igp, dopo aver osservato un drastico calo di fatturato del suo gruppo aziendale, passato dai 5 milioni di Euro del 2019, agli 1,6 milioni di Euro dell’anno scorso a causa del Covid e del conseguente blocco dell’enoturismo e del settore Horeca, ha deciso di potenziare le vendite online, che hanno fatto un grande balzo passando da centomila a 800 mila Euro di giro d’affari. Il passo successivo per Mazzarrini, è stato quello di ripensare al modo di coltivare i vigneti, da lui ritenuto obsoleto e poco rispettoso dei cicli naturali delle piante e dei diritti dei lavoratori ed a come reperire i fondi per introdurre quello che lui ha chiamato «Metodo Nuovo» nel mondo vitivinicolo. E questo modo di raccogliere fondi lo ha trovato nelle criptovalute, creando Bitwino, una moneta virtuale dedicata, appunto, allo sviluppo di nuove tecnologie ed all’assunzione di giovani per svecchiare la vitivinicoltura. Alla Ico (initial coin offering) di Bitwino, che sarà negoziata sulla piattaforma Ethereum, hanno già aderito quattro aziende estere del settore, due nella Napa Valley, in California e due in Svizzera, ma secondo Mazzarrini per arrivare ad avviare operativamente il progetto, occorre arrivare almeno a dieci. Anche i piccoli investitori esterni alla vitivinicoltura tuttavia, possono aderire all’iniziativa con un minimo di 500 Euro, a rischio praticamente zero, in quanto, lo stesso Mazzarrini, ha deciso di mettere a garanzia la propria produzione di vini. Quindi l’investitore che volesse vendere i propri Bitwino, per recedere dal progetto, lo potrà fare in qualsiasi momento, ottenendo in cambio, l’equivalente di quanto investito in bottiglie di vino. Dal punto di vista operativo, il «Metodo Nuovo» previsto da una sorta di disciplinare stilato da Mazzarrini, prevede per le aziende aderenti al progetto, quattro punti vale a dire: assumere giovani, adottare nelle proprie tenute, tecniche e ritmi di lavoro sostenibili, fornire proprie bottiglie qualora l’investitore decida di recedere ed accettare criptovalute al momento Bitcoin ed Ethereum, oltre ovviamente a Bitwino. Nelle prossime settimane, quando vi sarà il lancio ufficiale della Ico, scopriremo se questa criptovaluta Made in Tuscany, susciterà, o meno, l’interesse degli investitori.

Luca Monti

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