Il nostro esperto di regolamento calcistico, Mister Var ci ha chiesto, oggi, di poter commentare non tanto il lato tecnico della partita dei Viola della Fiorentina, quanto il grave episodio, dell’aggressione all’arbitro, avvenuta sabato scorso ad opera di un genitore infuriato per l’ammonizione comminata da un arbitro diciottenne, al figlio, giocatore dei Giovanissimi Provinciali del Firenze Ovest.

Ecco cosa ci ha detto Mister Var: «È triste che si parli ancora di violenza nell’ambito dello sport giovanile. Mi chiedo quale possa mai essere l’esempio che viene dato da certi soggetti, ai propri figli ma anche al mondo dello sport in sé. Certo, anche nelle giovanili, c’è competizione ed è giusto che ci sia agonismo in campo. Ciò non significa dover perdere ogni forma di civiltà, a riguardo della partita. Il fatto scioccante, è che non era una reazione rabbiosa del ragazzo in campo che sarebbe stata più comprensibile, anche se da condannare in ogni caso. Il genitore ad una partita di calcio dovrebbe avere il ruolo di incitare ed accompagnare il figlio nel lungo percorso nello sport non certo quello di scatenare risse in tribuna prima e davanti gli spogliatoi poi contro altri genitori e l’arbitro. Facendo parte della realtà arbitrale, purtroppo è un’eventualità per la quale siamo preparati e avvertiti. Anche dopo la migliore e più tranquilla partita, nel percorrere quei pochi metri per uscire dallo spogliatoio si ha il cuore in gola, perché eventi del genere sono allo stesso tempo prevedibili ed imprevedibili. L’AIA comunica che il disgraziato genitore, è stato arrestato daspato per otto anni e messo in custodia cautelare ai domiciliari in attesa di processo. Questi episodi sono semplicemente tristi e non meritano di aver luogo vicino a dove si gioca lo sport giovanile il cui scopo primario è il divertimento.»

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