Ieri, 8 giugno si sono svolte nella nostra città, due distinte manifestazioni, la prima di studenti universitari senesi, dell’associazione Cravos, che chiedono di riaprire la mensa universitaria Bandini, chiusa per mancanza di fondi e per problemi strutturali e che è stata occupata dagli stessi studenti.

Abbiamo intervistato Francesca Parri, portavoce dell’associazione che ci ha detto: “Dopo quasi tre settimane di occupazione della mensa Bandini e di silenzi istituzionali sulla sua chiusura, abbiamo deciso di far sentire le nostre rivendicazioni, davanti alla sede del Consiglio Regionale a Firenze dove abbiamo avuto l’occasione di parlare con la Consigliera di maggioranza Anna Paris, l’unica ad essersi resa disponibile sul momento per un confronto con noi. La Consigliera, che già era intervenuta sulla questione Bandini, presentando un’interrogazione in merito nella seduta odierna del Consiglio, ha ulteriormente dimostrato un fatto già evidente: per la Regione Toscana, gli studenti devono adattarsi ed accontentarsi perché i servizi offerti per il diritto allo studio sono già eccellenti. Sembra una battuta di cattivo gusto, ma purtroppo il confronto con la Paris ha portato proprio a queste risposte surreali e vuote, dove invece di provare a capire le rivendicazioni degli studenti, si preferisce fare assurdi confronti tra DSU del passato e del presente, atteggiamento che conferma l’indirizzo politico adottato per la situazione delle mense senesi: potenziare Sant’Agata che ha i suoi gravi problemi strutturali da anni, piuttosto che pensare ad un reale investimento per la riqualificazione del plesso Bandini. Date le risposte scadenti continueremo ad occupare la mensa finché non otterremo un confronto reale, dove le nostre rivendicazioni non vengano minimizzate o messe a confronto con paradossi. In merito a ciò, proprio prima del presidio di oggi, ci è arrivata risposta dall’ufficio stampa dell’Assessora Regionale all’Istruzione, Alessandra Nardini, che ci ha confermato un incontro online per venerdì 11 giugno, che ci auguriamo porti appunto risposte concrete alle nostre istanze.” La seconda manifestazione, sempre di fronte al Consiglio Regionale, ha riguardato invece i lavoratori della stamperia tessile Texprint, di Prato, che rivendicano migliori condizioni lavorative, che al momento secondo i Cobas, rappresentati ieri da Silvia Ciuffi prevedono il doppio del monte ore settimanale previsto dal contratto nazionale a salari molto bassi.

La stessa Ciuffi, ci ha detto di augurarsi che la Regione Toscana, esca da una logica di pura mediazione tra le parti sociali, per prendere una posizione netta in difesa dei diritti di tutti i lavoratori del distretto tessile pratese del quale i dipendenti della Texprint, sono solo un esempio.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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